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La Reggiana si affida ai senatori Parola e De Giosa

La Reggiana si affida ai senatori Parola e De Giosa

Il centrocampista: "Ormai mi sento un reggiano", il difensore: "Sarà la mia stagione"

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REGGIO EMILIA. Andrea Parola e Roberto De Giosa sono rimasti gli unici “senatori” sulla barca della Reggiana: due carriere diverse ma due giocatori che sono entrati nei cuori dei tifosi grazie alle prestazioni sul terreno di gioco anche se, sul futuro, hanno idee diverse. Parola si è molto affezionato alla città: «Come detto in passato – spiega il pisano -  è la prima volta che resto nella stessa città per quattro stagioni a dimostrazione che qui mi trovo bene e nel corso dell’anno, si sa, possono succedere tante cose pertanto se ci fosse la possibilità di prolungare lo farei volentieri perché sto realmente pensando di rimanere a vivere a Reggio anche dopo». Giocare piace a tutti ma non disdegna il ruolo di chioccia già coperto l’anno scorso. «La mia disponibilità – continua - c’è sempre per ogni esigenza del tecnico perché è gratificante vedere dei giovani crescere. Il gruppo mi pare più o meno quello della passata stagione anche se aspettiamo maggior chiarezza possibile a livello societario per capire chi resterà e soprattutto chi arriverà poi… ripetersi non è mai facile ma almeno partire per fare un campionato senza sofferenze è positivo, senza dimenticare che non è ancora ben chiara la vicenda dei ripescaggi in Serie B».

Per De Giosa, che sa di avere richieste importanti, la priorità è dimostrare che tutti gli infortuni dell’anno scorso sono acqua passata. «Adesso sto bene fisicamente – conferma il centrale barese - dopo una stagione abbastanza travagliata come mai nelle mia carriera e so di essere in scadenza di contratto perciò cercherò di lavorare bene nell’attesa di ciò che potrà succedere. So di essere tra i più anziani ma anche in passato ho sempre cercato di dare una mano in ogni squadra però è giusto attendere come finirà il mercato, cosa ha in mente la società e cosa l’allenatore poi valuteremo insieme perché a 33 anni bisogna guardare anche al futuro ed, eventualmente, avvicinarsi a casa». Nel caso rimanesse in granata le idee sono chiare: «facendo questo sport uno che sa di essere ancora in condizione come me è logico che voglia giocare e l’obiettivo dovrà essere di migliorarsi e di migliorare il risultato finale del campionato scorso».
 

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