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«Sono abituato alle sfide non mi farò condizionare»

di Andrea Vaccari
«Sono abituato alle sfide non mi farò condizionare»

Il nuovo play della Grissin Bon deve sostituire Cinciarini nel cuore dei tifosi «Sentirò senz’altro la pressione ma questo è logico, non sarà un problema»

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REGGIO EMILIA. Non è un mistero che Stefano Gentile fosse da tempo nei piani di Max Menetti.

Dopo anni di abboccamenti si è finalmente celebrato un matrimonio che vede approdare a Reggio un giovane di valore, che andrà ad arricchire la già vasta pattuglia tricolore in salsa biancorossa.

A lui spetterà una missione non semplice: quella di sostituire – in campo e nel cuore dei tifosi della Grissin Bon – Andrea Cinciarini. Introdotto da Federico Landi (figlio del patron Stefano) e dal direttore sportivo Alessandro Frosini, Gentile si è detto pronto per iniziare questa sua nuova avventura.

Gentile, quali sensazioni al suo arrivo in biancorosso?

«Sono stato onorato dell'interessamento della Pallacanestro Reggiana, in quanto si tratta di una società di alto livello che ha dimostrato come programmazione e crescita collettiva possano portare a grandi risultati».

Arriva a Reggio Emilia dopo che la squadra ha sfiorato lo scudetto. La piazza punterà in alto.

«E' innegabile che approdare oggi alla Grissin Bon porti con sè una certa pressione, ma è anche vero che le aspettative e i recenti ottimi risultati costituiscono uno stimolo per fare meglio. Mi impegnerò nel contribuire a portare la squadra dove merita».

Giunge in uno spogliatoio dove troverà molti compagni di nazionale. Questo fattore ha inciso?

«Sicuramente è un aspetto del quale ho tenuto conto, la possibilità di condividere lo spogliatoio con molti italiani che già conosco è motivo d'orgoglio. Sarà ancora più bello cercare, insieme, di portare in alto il nome di una squadra italiana. Spesso i giocatori del nostro Paese sono sottsotimati».

La sensazione è che questo matrimonio fosse nell'aria da tempo. E' così?

«Più di una volta in passato si è manifestato l'interesse da parte della Pallacanestro Reggiana, poi ognuno ha sempre preso la propria strada. Ma è una società verso la quale ho sempre provato un certo appeal, in quanto ha puntato concretamente a crescere. Un aspetto per me molto importante, al di là dei proclami».

Approda a Reggio per ereditare il ruolo di play che è stato di Cinciarini. Si aspetta pressione?

«E' inevitabile che le aspettative siano alte, ma sono abituato alle sfide. In casa mia, ad esempio, sono l'unico che non ha vinto lo scudetto (Stefano è figlio di Ferdinando, uno dei playmaker più forti dei decenni scorsi e fratello di Alessandro, capitano dell'Olimpia Milano), e dunque altre motivazioni non potranno che farmi bene. So che Cinciarini è stato per Reggio una figura molto carismatica, io cercherò di fare del mio meglio per il bene della squadra. Alla fine, se vengono i risultati, i tifosi si affezionano».

A proposito di famiglia, con suo fratello giocate spesso sfide avvincenti...

«Ci è capitato spesso di giocare contro, in effetti. E ogni volta è stata grande battaglia. Per ora il bilancio è in equilibrio, spero di poter vincere entrambe le sfide della prossima stagione».

Lei arriva da Cantù, dove ha giocato con Metta World Peace. Ci sono possibilità che la possa seguire a Reggio?

«Non ci sentiamo da un po', ma so per certo che è rimasto ben impressionato dal livello del gioco del campionato italiano. La sua parentesi italiana gli è piaciuta, ma non so quale sarà il suo futuro».

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