Ferrarini: «Sogno ancora quel tiro di Polonara»
Il presidente: «Da 20 anni sono nella Pallacanestro Reggiana ma mi sembra ieri Reggianità e il made in Italy sono il nostro marchio di fabbrica che ci distingue»
REGGIO EMILIA. Cambio al vertice della Pallacanestro Reggiana: Ivan Paterlini non sarà più il presidente della società dopo 5 gloriosi anni. Al suo posto Licia Ferrarini, consigliere del gruppo agro-alimentare Ferrarini che conosce molto bene l'ambiente avendo legato il suo nome alla Pallacanestro Reggiana fin dal 1995. Di fatto si tratta di uno scambio dei ruoli ma la sinergia verrà mantenuta come ha definito la neo presidente: «Con Paterlini, Dalla Salda e Landi abbiamo fatto cose egrege, Ivan è stato un presidente straordinario e la collaborazione con lui continuerà».
Anche se il suo è stato un nome poco alla ribalta delle cronache sportive, da tempo è impegnata con ruoli dirigenziali e come co-sponsor nella società: «Mi sembra che 20 anni siano passati in un soffio. Ricordo quando Monducci venne in azienda e mi parlò del progetto trovando subito la mia adesione. Allora parlammo di un paio d'anni, in realtà siamo arrivati a 20 di collaborazione. Questo è l'apice di un percorso per me. Questo passaggio ce l'eravamo promesso cinque anni fa con Landi e Paterlini».
La presidente ha le idee chiare per il futuro: «Ho ricevuto tanti attestati di stima, una bellissima telefonata dal presidente di Lega Fernando Marino e anche dai giocatori della nazionale che mi hanno detto che non vedono l'ora di tornare qui e ricominciare. Stiamo tutti remando insieme perché il basket non sia considerato uno sport minore ma uno sport di alto livello che si gioca in impianti di alto livello. Lavorerò con uno staff rodato che vuole continuare l'ottimo lavoro svolto fino ad ora. Reggianità e italianità sono due valori che ci contraddistinguono e creano simpatia verso la nostra squadra, continueremo su questo solco ».
Anche se non ci sarà più il vulcanico Paterlini, il livello di passione per il basket non cala: «Mi sogno ancora il tiro di Polonara che gira intorno al ferro ed esce mentre la tabellata di Logan entra. Siamo stati sfortunati ma è stata una cavalcata incredibile. Uscivo dal palazzetto che ero distrutta dalla tensione e dal tifo. Ricordo tanti momenti del passato, la tristezza per le finali perse all'ultimo secondo, ma anche la coppa vinta a Bologna, la promozione e l'arrivo di Landi che fu il primo a pensare in grande e già nel 2002 parlava di Reggio come una piazza che un giorno avrebbe potuto puntare alla finale scudetto. A lui dobbiamo tanto e so che mi sosterrà nel lavoro».
Per quanto riguarda un maggior impegno della sua azienda nel basket: «Per ora restiamo solo co-sponsor ma è bello vedere il nostro marchio sulla maglia. Come tanti altri co-sponsor però quest'anno abbiamo aumentato il nostro impegno economico a sostegno della società».
Un passaggio obbligato sul palazzetto dello sport: «Mai come ora l'amministrazione comunale ci è vicina. Certo che i nodi vanno sciolti in tempi brevi, non tra qualche anno. C'è grande passione per questa squadra e questo sport perché i reggiani hanno voglia di unirsi sotto una bandiera e qualcosa che vedono come positivo e pulito».
Ivan Paterlini, definito da Alessandro Dalla Salda "il presidente dei record" nel fare il passaggio di consegne saluta e ringrazia tutti e non si lascia sfuggire una battuta sugli arbitri: «Sono stati 5 anni fantastici, ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini, i giocatori, i tifosi, tutti, anche gli arbitri che immagino saranno contenti di non avere più tra i piedi un presidente castigamatti. Ero presidente tifoso, ora sarò un po' più tifoso e un po' meno presidente».
Il neo vice presidente fa poi un riassunto della sua storia societaria.
«Ho vissuto il rischio retrocessione, ma a quel punto chiesi a Landi di dare fiducia al gruppo reggiano a partire da Menetti e da lì ci siamo tolti tante soddisfazioni».
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