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Csi, la polemica di Bellesia

Csi, la polemica di Bellesia

“Questa è la risposta ai tanti gufi,  Il Montagna non è agonizzante. Quest’anno abbiamo avuto una media del 20+30% di pubblico in più durante ogni partita”.

 

 

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REGGIO EMILIA. E’ stata una festa incredibile, l’apoteosi di un torneo che il prossimo anno compirà 65 anni e che ancora scalda i cuori, un torneo che tiene alta l’attenzione sul nostro Appennino per due mesi, per poi esplodere in una festa incredibile, come quella di domenica, nel girono della finale, con tremila persone sugli spalti e a bordo campo, pronte a tifare l’una o l’altra formazione. Quella di domenica è stata la festa del Centro Sportivo che ha organizzato tutto in modo eccelso, dalla prima all’ultima giornata, dalla finale dei Giovanissimi a quella dei Dilettanti, preceduta dalla discesa in elicottero della terna arbitrale, dei due presidenti e del patron Giuseppe Vaccari, che ha portato la coppa, il tutto sotto la regia di Renzo Ricci di Poltronesofà, main sponsor della manifestazione presente ovviamente a bordo campo. L’altro grande regista di tutto questo è stato Cesare Bellesia, direttore del Centro Sportivo e cuore pulsante di una manifestazione che continuerà ancora per molti anni ad appassionare chiunque.

Cesare, questo è l’ennesimo successo targato Csi…

“Assolutamente sì, ma soprattutto è l’ennesimo successo del Torneo della Montagna. La risposta più bella ai tanti “gufi” è stata la grande festa di domenica con tutte quelle persone che, dall’una e dall’altra parte, hanno vissuto una magnifica giornata di calcio, vincitori e vinti. Questa è la risposta a tutti coloro che hanno cercato di remare contro, quelli che trovano sempre qualcosa che non va. Inoltre, il vedere le tifoserie di Leguigno, Gatta, Castelnovo Capitale e Baiso festeggiare comunque, nel massimo della correttezza e del rispetto reciproco, con coreografie colorate e canti appassionati, è stata per noi tutti un’altra grande gioia e un altro successo del Centro Sprotivo che vuole trasmettere questi valori”.

Insomma, obiettivo centrato…

“Volevamo che uscisse un prodotto del genere e ci siamo riusciti grazie alla collaborazione di tutti, dalle autorità comunali, al gruppo arbitri, che in questi due mesi si sono presi in carico una manifestazione molto difficile da gestire e lo hanno fatto con grande professionalità e anche tanta qualità, oltre che con la solita grande passione che anima i nostri direttori di gara. Se qualche “gufo” pensa che questo torneo sia ormai agonizzante e vicino alla morte, la risposta di domenica e la partecipazione di tutti ha dichiarato esattamente il contrario con una forza e un entusiasmo dirompenti. Il Csi, ora, galvanizzato da questo grande successo, si metterà quindi a disposizione delle società perché la 65^ edizione del Torneo della Montagna sia qualcosa di incredibile”.

Cosa ti auguri per la 65 esima edizione?

“Che tornino quelle società che, per un motivo o per l’altro, quest’anno non hanno potuto partecipare in modo che il Montagna possa essere sempre di più il cuore pulsante del nostro Appennino in questi due mesi. Quest’anno il servizio che hanno fatto i bar dell’Appennino e le Pro Loco è stato certamente superiore agli anni scorsi perché il pubblico è aumentato sui vari campi mediamente del 20-30% rispetto alle passate edizioni e infatti chiunque ha messo a disposizione qualcosa perché il torneo raccogliesse il successo ottenuto”.

In una recente riunione hai dichiarato che lascerai il Montagna. E’ proprio vero?

“Non è proprio così. Io ci sono e ci sarò, ma c’è una commissione tecnica che organizza campionati e tornei di calcio che dal prossimo anno dovrà prendersi qualche responsabilità in più, a partire dal coordinatore Giovanni Codazzi e dai suoi collaboratori. Io metterò a disposizione la mia esperienza perché vadano avanti i giovani, un po’ come fece Giuseppe Vaccari con me vent’anni fa, quando mi passò il testimone. I ragazzi della Commissione tecnica, sono comunque bravissimi e sono già autonomi su molti fronti, quindi sono certo che faranno un ottimo lavoro. Io, quindi, mi concentrerò su altre attività, in modo che questi ragazzi portino novità interessanti”.

Chiudiamo con un commento tecnico: hanno vinto le più forti?

“Direi di sì, anche se le finali sono sempre molto equilibrate e alla fine a decidere sono gli episodi. Il fatto che non ci siano state molte occasioni da ambo le parti credo possa dipendere dall’emozione e nel Montagna, com’è forse accaduto domenica, non è detto che il favorito abbia la meglio. La cosa che mi riempie di gioia è il fatto che chiunque, a fine gara, ha festeggiato assieme alle proprie tifoserie”.

Un ringraziamento finale va a Renzo Ricci che ha messo a disposizione l’elicottero per dare un tocco speciale a questa 64esima edizione…

“Ovviamente. Renzo Ricci per noi è un importantissimo compagno di viaggio e con l’idea dell’elicottero ha creato un elemento di novità che ha certamente cambiato il gusto della finale. Vorrei inoltre ringraziare anche lo sponsor tecnico, Emilio Iotti di Errea-Reggio Sport sempre presente e vicino a noi con quanto ci serve a livello logistico. Due compagni di viaggio davvero insostituibili”.

Il prossimo anno, oltre all’edizione n. 65 del Montagna, ci saranno anche i 50 anni di Vaccari nel Centro Sportivo e Ricci ha annunciato grandi sorprese…

“Le sue sorprese sono sempre gradite. Aspettiamo con grande interesse le novità”.

 

DAVIDE MORSTOFOLINI

“E’ stata una grande festa e le 3000 persone presenti ci hanno ripagato degli sforzi profusi per l’organizzazione e la gestione di questo torneo – dice il presidente del Csi Davide Morstofolini - Peccato per la struttura: ci fosse stato un altro spazio per il pubblico, magari dall’altra parte della tribuna, avremmo riempito anche quello. Anche l’idea dell’elicottero, che ha portato la terna, Vaccari, la coppa e i due presidenti Aldo Severi del Baiso e Gabriele confetti del Castelnovo Capiale è stato un elemento che ha ulteriormente arricchito una splendida giornata di sport. Il Csi resta comunque al servizio delle società e degli sportivi e siamo felicissimi che quest’anno, forse più di altri anni, Torneo della Montagna sia stato il cuore pulsante del nostro Appennino negli ultimi due mesi.

 
 

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