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«Rispetto per gli avversari»

«Rispetto per gli avversari»

I baby del Leguigno vanno a salutare anche i tifosi del Gatta

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CASTELNOVO MONTI. Leguigno campione anche di sportività. Subito dopo il fischio finale i giocatori sono corsi a salutare i loro tifosi, quindi si sono recati davanti a quelli del Gatta, in segno di rispetto.

«E’ stata una iniziativa del nostro presidente Vittorio Rabotti e del vice Lauro Pistelli – spiega l’allenatore Paolo Domenichini – era previsa comunque fosse finita la gara. E’ stato normale poi fermarsi a salutare i dirigenti del Gatta, perché siamo tutti amici, e soffermarci alcuni minuti in chiacchiere».

Il mister non condivide le critiche del Gatta all’arbitro in occasione del gol del pareggio: «Si è trattato di una partita decisa non dall’arbitro, ma da un episodio di gioco. Il gol direttamente da calcio d’angolo infatti non è nato sicuramente da uno schema preparato in allenamento!».

Quando Massimo Palanca calcava i campi di serie A negli anni ’ 70, Alex Bertolani non era ancora nato: «Chi è Massimo Palanca? Non sapevo che tirasse i calci d’angolo come me. Però devo dire che di reti così non ero mai riuscito a segnarne prima d’ora. Noi abbiamo tentato lo schema studiato su calcio d’angolo su primo palo, poi con un po’ di fortuna la palla è finita dentro. Però confesso che ogni tanto questo colpo lo provo in allenamento».

La stella di questo Leguigno si chiama Giuseppe Lombardo, attaccante e capitano del Carpi, anche se in finale non ha segnato: «Per me si tratta di una soddisfazione doppia, in quanto si tratta della mia seconda vittoria di fila con la maglia del Leguigno. Ho solo 13 anni dunque ci riproverò anche l’anno prossimo».

Infine il capitano Andrea Alinovi dice la sua su questo trionfo: «Ho segnato il gol del pari che è stato molto importante anche dal punto di vista psicologico, perchè ha dato la scossa alla squadra. Dopo il gol del Gatta infatti c’eravamo un po’ spenti. E’ bello vincere per la seconda volta questo trofeo per di più con la fascia di capitano. Questo Torneo della Montagna è stato per me una bellissima esperienza. Con gli altri ragazzi siamo tutti molto uniti ci troviamo anche fuori dal terreno di gioco compresi gli esterni».

Francesca Romoli

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