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Frosini: "Voglio un centro che in Eurocup faccia la differenza"

di Linda Pigozzi
Frosini: "Voglio un centro che in Eurocup faccia la differenza"

Il ds della Grissin Bon: "Cerco un lungo che possa giocare anche a fianco di Lavrinovic"

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REGGIO EMILIA. Lontani ormai i fragori della finale play off, la Pallacanestro Reggiana è in piena corsa, assorbita dalla nuova e impegnativa sfida che l’aspetta.

«Siamo un club in crescita che non vuole fermarsi - tiene a chiarire, voce ferma e decisa, il ds Alessandro Frosini -. Vogliamo progredire e continuare a migliorare il nostro progetto unico. Che è giocare un basket differente basato su un sistema di squadra quando altri vanno sempre più sul gioco fisico e sulle individualità. La nuova squadra non sarà particolarmente lunga, dieci giocatori o undici se Pini resterà, ma vogliamo che sia assolutamente ben assemblata».

Una bella sfida...

«Sicuramente, anche perché abbiamo cambiato parecchio».

Manca ancora l’ultimo tassello, il centro straniero. A che punto sono le trattative?

«Siamo ancora alla fase di studio e di confronto. Stiamo valutando gli aspetti tecnici e raccogliendo informazioni sulle caratteristiche caratteriali dei giocatori che ci interessano. Cerchiamo un giocatore importante, nel pieno della cariera, che abbia esperienza in Europa perché vogliamo consolidarci a livello di Eurocup. Vogliamo scegliere bene perché chi arriverà dovrà garantirci 25’-28’ di altissimo livello».

Qualcuno che possa alternarsi con Lavrinovic o, forse, perfino giocare al suo fianco?

«L’idea è proprio questa: trovare un lungo che possa giocare insieme Darjus alcuni minuti in coppa e, in determinate situazioni, anche in campionato».

Piste calde?

«Stiamo valutando. Le richieste economiche ora sono ancora alte e noi vogliamo scegliere al meglio in rapporto al prezzo».

Come sta Lavrinovic? Ha superato i problemi muscolari accusati durante i play off?

«Ha recuperato in pieno. La scorsa settimana era a Reggio per sottoporsi alle visite mediche e non è emerso nulla di particolare».

Quando pensate invece di recuperare Ojars Silins?

«Oj sta lavorando con il fisioterapista e con il preparatore atletico. Certo, non arriverà alla preparazione al top ma ci sono sentori che stia recuperando molto bene. A livello di gioco lo avremo a fine settembre per l’appuntamento con la Supercoppa».

Pini farà parte del roster?

«Giovanni era molto affascinato dalla possibilità di andare ad Avellino. La società irpina ha però i tesseramenti bloccati e solo la prossima settimana vedremo gli sviluppi da Lega e Fip e poi valuteremo la sua situazione. Io credo che abbia bisogno di giocare molti minuti in una A2 competitiva come quella che si sta costruendo. Per me se deve fare ad Avellino quello che fa a Reggio, tanto vale che lo faccia con noi».

Per ora avete salutato Andrea Rovatti, finito alla Fortitudo Bologna...

«Non è un’uscita. La società non ha riscattato il ragazzo (tesserato per la Torre, ndr) che quindi era libero di scegliere. Gli avevamo proposto di allenarsi con la prima squadra e di entrare nei 12. Lui ha però preferito trovare un’altra soluzione, sistemandosi in un team di A2 di alto livello dove, probabilmente, farà ciò che avrebbe fatto a Reggio. Ognuno è però libero di decidere come vuole».

La vera rivoluzione è in cabina di regia dove arrivano Stefano Gentile e Andrea De Nicolao.

«Gentile lo seguivamo da diverso tempo. Anni fa c’era stata la possibilità che potesse venire al posto di Cinciarini. Parliamo di un giocatore diverso da Cincia e che ha tutte le caratteristiche per fare bene con noi. Sa attaccare dal pick and roll, sa attaccare da tre punti e ogni stagione ha sempre fatto passi avanti. Dalla prima, quella del debutto, a Casale Monferrato, al periodo giocato a Caserta, fino agli anni di Cantù in cui ha avuto modo anche di confrontarsi con l’Eurocup».

La scorsa stagione le sue statistiche erano però in calo...

«E’ vero, ma c’erano anche situazioni diverse rispetto all’annata precedente e, quando contava, anche la scorsa stagione ha dimostrato tanto. Oggi Gentile è più avanti di quanto fosse Cincia quando arrivò a Reggio. Sta a lui migliorarsi e a noi aiutarlo a migliorare».

De Nicolao ha caratteristiche molto diverse da Gentile. Lo reputa il suo perfetto complementare?

«Ci darà più fisicità a livello difensivo e in attacco è un giocatore di rottura, di cambio di ritmo. E’ giovane e, ovvio, ci aspettiamo una sua crescita. Complessivamente il reparto play lo reputo più forte rispetto a quello dello scorso anno».

E giovane è anche Amedeo Della Valle che pure negli ultimi play off ha mostrato grandi cose. Lo sta seguendo in nazionale?

«L’ho visto dal vivo sabato sera a Trento. L’esperienza con la nazionale lo sta aiutando. Anche se deve ancora crescere fisicamente e migliorare il proprio gioco, ha qualità importanti, mentalità e voglia di arrivare. Accanto a Kaukenas potrà progredire ancora di più».

Sarà Rimas il capitano della nuova Grissin Bon?

«Lo decideremo tutti insieme soltanto quando saremo al completo».

Anche Pietro Aradori, altra new entry, sta affrontando l’avventura azzura. Il suo ingresso impedirà a Silins di giocare in posizione di tre?

«No. Ojars proseguirà il suo percorso già iniziato lo scorso anno di progressivo spostamento in ala piccola. Aradatori potrà giocare minuti anche da guardia e Silins da quattro. Il campionato è lungo, l’impegno è su due fronti e le occasioni sono tante. Abbiamo una squadra duttile e sarà Max Menetti a decidere le soluzioni da adottare in ogni gara».

Dopo una grande annata, Polonara come gli altri biancorossi si sta giocando un posto all’Europeo.

«Achille sta andando molto bene anche in azzurro. E’ un giocatore giovane su cui abbiamo puntato e che fa fatto già bene lo scorso anno. Ha ancora ampi margini di miglioramento. Cosi come Adam Pechacek...».

Volete dare fiducia al 20enne ceco?

«Ci crediamo. Quest’estate ha fatto grandi cose all’Europeo Under 20 con la sua nazionale e ci aspettiamo una sua crescita. Quella che del resto dovrà arrivare da tutti... ».

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