«Giovani in rampa di lancio per centrare la salvezza»
Calcio Eccellenza, l’allenatore della Casalgrandese Francesco Cristiani «Variamo un progetto a lungo termine con una squadra dalla bassa età media»
CASALGRANDE. Scatterà il prossimo lunedì la stagione della Casalgrandese. Dopo un campionato stile montagne russe, fatto di numerosi su e giù e terminato con un piazzamento di bassa classifica a ridosso dei play out, il club biancoblù è pronto per una nuova stagione sportiva. Ed è pronto anche mister Francesco Cristiani, richiamato in panchina dopo tre anni dietro la scrivania da direttore sportivo. Il tecnico ex Rubierese, subentrato a stagione ormai conclusa lo scorso 15 maggio a mister Notari, manterrà il doppio incarico, ma per il momento si concentra sul raduno di lunedì.
Mister, rosa completata?
«Manca un difensore. Purtroppo Pucino dovrà restare a Roma e questa è una perdita importante. Cerchiamo un centrale che conosca bene la categoria».
Organico rivoluzionato?
«Sono cambiati nove giocatori e non sono pochi. Nulla toglie che in mezzo alle difficoltà della scorsa stagione, chi c'era ha fatto bene, ma abbiamo voluto intraprendere un percorso con una rosa di età media più bassa, con la prospettiva di giocare più anni insieme».
Qualche nome?
«Sono arrivati Genova, Auregli, a fronte di giovani come Piccinini, Fontanesi, Pigoni e la conferma di tanti nostri ragazzi».
Obiettivo di quest’anno?
«L’obiettivo resta la salvezza, con la valorizzazione dei giovani. Dobbiamo crescere a livello di società e di squadra, rimanendo in Eccellenza e alzando il livello di prestazioni di squadra per creare buone basi per il futuro».
Con chi si dovrà lottare per la salvezza?
«Tolte Castelvetro, San Felice, Colorno e Carpaneto che lottano per il vertice, direi che non c’è una striscia di mezzo. Tutte lotteranno per non finire tra le ultime sei. La stagione sarà poi valutata anche rispetto al lavoro che avremo fatto di squadra. Speriamo di avere pochi infortuni».
Nessuna squadra reggiana per la lotta al vertice?
«Direi Bagnolese e Rolo su tutte le altre».
Si sente un po' arrugginito come allenatore?
«No. Anzi, sento una grande carica e questa credo dovrà essere la base su cui poggerà l'intera stagione della Casalgrandese. I presupposti sono buoni, c'è entusiasmo da parte di tutti, me per primo».
Quale impronta darà alla sua Casalgrandese?
«Vorrei una grande unità di squadra, perché ci sono tanti giocatori nuovi e questo sarebbe già una bella vittoria: tutti devono mettersi a disposizione. Verso l’esterno, invece, dovremo dimostrare massimo entusiasmo a tutti».
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