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LA STORIA

Mattia Manfredini, dal vizio del gol alla gioia di insegnare calcio

Mattia Manfredini, dal vizio del gol alla gioia di insegnare calcio

MONTECCHIO. Mattia Manfredini ha deciso di passare dall’altra parte della barricata: da goleador a maestro di calcio. «Dopo l’esperienza di Cadelbosco e in parte a Sant’Ilario – rimarca – ho deciso...

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MONTECCHIO. Mattia Manfredini ha deciso di passare dall’altra parte della barricata: da goleador a maestro di calcio. «Dopo l’esperienza di Cadelbosco e in parte a Sant’Ilario – rimarca – ho deciso che era il momento di dire basta. Aevo perso gli stimoli e l’ho capito quando andando al campo avevo sempre qualcosa da ridire. Così ho detto basta e ho iniziato l’esperienza da allenatore al Montecchio».

Manfredini ha messo in un cassetto i suoi 150 gol, i 14i anni sui campi (dai 18 ai 32 anni) per iniziare una nuova avventura. «A prescindere dai tanti gol realizzati – prosegue Mattina – ciò che mi resta sono le tante amicizie con i compagni di squadra e soprattutto gli allenatori». Un mondo che l’ha sempre affascinato. «Ogni volta che tornavo a casa dall’allenamento mi annotavo ciò che avevamo fatto in campo e ora ho un pacco di appunti che mi saranno d’aiuto».

Non ha ancora il patentino ma a breve, impegni lavorativi permettendo, si cimenterà anche in questa impresa. «Biagini mi ha sempre aiutato e lo devo ringraziare, così come Fabrizio Ganassi e Carlo Rizzo. L’esperienza al Montecchio è stata bellissima: andavo al campo con il sorriso e ai ragazzi di 16 anni trasmettevo tutta la mia gioia di giocare a calcio».

Quest’anno Manfredini inizierà una nuova esperienza al Real San Prospero. «Volevo fare il vice di Piscina ma sono felice di questa nuova avventura con gli allievi del Real San Prospero. Ho tanto voglia di iniziare e di trasmettere i valori veri del calcio che sono la capacità di stare in un gruppo, di divertirsi a giocare, l’idea di un calcio offensivo e non finalizzato al risultato. Stimo Guardiola e la sua filosofia di gioco. Vorrei vedere nei miei ragazzi la gioia di venire al campo ad allenarsi. Il sogno? Allenare in categoria».

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