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Massimo Varini: «Dejan Danza deve ancora imparare tanto»

di Cristiana Filippini
Massimo Varini: «Dejan Danza deve ancora imparare tanto»

REGGIO EMILIA. Quarantacinque minuti contro la Virtus Vecomp, altrettanti contro il Castelfranco e pochi minuti contro il Rovigo. Tanto è bastato a Dejan Danza per essere al centro dell’attenzione in...

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REGGIO EMILIA. Quarantacinque minuti contro la Virtus Vecomp, altrettanti contro il Castelfranco e pochi minuti contro il Rovigo. Tanto è bastato a Dejan Danza per essere al centro dell’attenzione in questa prima parte di stagione. «Il suo ruolo ideale secondo me – spiega Massimo Varini ds della Pro Vercelli, società proprietaria del cartellino – è quello di regista davanti alla difesa. E credo che in un centrocampo a tre possa veramente rendere al meglio».

Quali sono le sue caratteristiche principali?

«Ha un’ottima visione di gioco. Ha la capacità di vedere la giocata con anticipo in più ha un buon piede. Detto questo, deve ancora mangiare tanti crostini».

Che consiglio sente di dargli?

«Di stare sereno e tranquillo. Dovrà essere bravo e sfruttare al meglio le occasioni che arriveranno».

Anche perché Colombo è stato chiaro: ci sono delle gerarchie da rispettare.

«Proprio per questo dovrà avere pazienza e aspettare il suo turno. La gavetta toccherà a lui come a tutti gli altri. Anche la panchina gli deve essere utile: guardare e imparare».

Tutti parlano bene di Danza: è per questo che vi siete limitati ad un prestito nonostante le richieste della Reggiana per arrivare ad un acquisto a titolo definitivo?

«Noi crediamo nel giocatore, questo è evidente. Ma è altrettanto vero che con la Reggiana avevamo anche ragionato in termini diversi rispetto a quelli del prestito. Non dimentichiamo che il discorso Danza ha viaggiato di pari passo all’operazione che ha portato Bani e Ardizzone a rimanere alla Pro Vercelli».

Da reggiano segue la Reggiana in modo sistematico, adesso le sue attenzioni al campionato dei granata saranno ancora maggiori.

«Sarà così, è logico. E francamente non vedo l’ora di poterlo vedere all’opera. Spero quando prima di poter assistere ad una partita dei granata».

Inserirlo in una rosa di serie B sarebbe stato un azzardo?

«Assolutamente sì. Ci sono dei gradini da fare un po’ alla volta e non bisogna esagerare. Credo che sarebbe stato un danno per il giocatore».

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