Gazzetta di Reggio

Sport

Reggiana fuori a testa alta svanisce il sogno Milano

di Angelica Cardoni
Reggiana fuori a testa alta svanisce il sogno Milano

I granata si erano illusi dopo il vantaggio di Siega ma poi sono crollati

3 MINUTI DI LETTURA





PERUGIA. La Reggiana esce dalla Tim Cup. Ma lo fa a testa alta contro un Perugia destinato a recitare un ruolo importante nella prossima serie B.

Troppo forte la corazzata biancorossa per i granata di Alberto Colombo e in più, sul risultato, hanno pesato qualche errore arbitrale di troppo e la condizione ancora da limare di 3-4 giocatori reggiani.

Confermati, i moduli: quattro in difesa, due mediani davanti alla difesa, tre trequartisti ed Ardemagni gol. Sull'altro fronte solito 4-3-3 con Rampi che vince il ballottaggio con Castellana a destra, De Giosa corazziere davanti a Perilli, Spanò ad accompagnarlo, Frascatore a sinistra, Bruccini, Parola ed Angiulli a centrocampo, tridente da paura con Giannone, Arma e Siega davanti.

Si parte con la Reggiana nella nuova maglia grigio perla, Perugia in biancorosso.

Il terreno è scivoloso per la pioggia caduta prima del match. Acqua pressante anche mentre si gioca e molti sono gli scivoloni da ambo le parti. Si comincia con una fase di studio, il Perugia cerca di imbeccare Ardemagni, la Reggiana guarda l'avversario come il gatto con il topo.

Gli umbri scaldano il pubblico un paio di volte con Ardemagni. Alhassan spedisce fuori, Fabinho ci prova al volo (11’), “Arde gol” tenta la soluzione personale da posizione defilata (13’), ma la palla attraversa l'intera area piccola fino ad uscire per un soffio oltre il secondo palo.

Quarto d’ora con Fabinho dai venticinque metri che calcia un missile a cercare l’incrocio dei pali, la sfera esce di poco oltre la traversa su stop e protezione di Di Carmine, sinistro out. Al 20’ doccia gelata per i tifosi biancorossi: Arma fa da boa e allarga sulla destra per Bruccini, cross sul secondo palo dove sbuca Siega che di testa supera Rosati.

Cala il gelo, non solo metaforico, sul Curi. La reazione del Perugia è immediata e tre minuti dopo trova il pari: Alhassan va via sulla sinistra, traversone basso per l'accorrente Ardemagni che di prima fa 1-1 col destro. Il Curi si rianima.

La partita spegne un po' i suoi ardori, le due squadre rifiatano. Al 31’ mancino di Giannone, Rosati non si fa sorprendere. Il Perugia risponde con un calcio da fermo di Lanzafame, una deviazione rischia di mettere fuori causa Perilli. I ritmi si abbassano nel finale di tempo, Giannone viene colpito involontariamente da Alhassan, resta a terra, si teme un colpo alla testa poi il fantasista si riprende regolarmente. Un minuto di recupero e duplice fischio così che si va tutti negli spogliatoi.

Riprendono i giochi e si ricomincia con Sinigaglia per Giannone e con una magia al limite di Lanzafame, che, dopo un doppio passo, pesca sulla corsa Ardemagni contrastato in area da De Giosa. Per l'arbitro Pairetto di Nichelino è rigore e dal dischetto è lo stesso bomber a raddoppiare sotto la Nord in festa. Rigore opinabile quello assegnato da Pairetto.

La Reggiana riparte con Sinigaglia largo a destra, Rampi continua a non tenere Lanzafame, Alhassan calcia una punizione, blocca bene Perilli. Il Perugia controlla egregiamente, gli emiliani cercano il pareggio, Angiulli perde palla, Salifu si invola, Ardemagni prova a bucare Perilli.

Al 23’ De Giosa su punizione, Rosati salva in angolo. Perugia che va in contropiede con Ardemagni e Fabinho al 24’, Perilli e Spanò salvano e rinviano il tris di pochi minuti. Il tempo di un fallo di mano di Mancini non segnalato e poi, al 27’, Ardemagni pesca Lanzafame che, dal limite, impallina Perilli. Sul 3-1 la partita è finita virtualmente. Una traversa di Frascatore, su punizione, chiude i giochi del tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google