«Dalla carica dei play off la spinta per ripartire»
Max Menetti: «Portiamo con noi l’entusiamo dei nostri tifosi e di tutta la città Il nuovo centro? Dovrà sposare il nostro progetto, al di là dello stipendio»
REGGIO EMILIA. Devrà sposare la causa reggiana, il nuovo centro della Grissin Bon. Quell’ultimo, fondamentale, tassello che ancora manca per completare il roster come prima cosa «dovrà scegliere Reggio e il nostro progetto, al di là dello stipendio» spiega l’allenatore reggiano Max Menetti.
«Come lo vorrei? Il più giusto per noi, per il nostro progetto. Per ora stiamo guardando profili di giocatori di alto livello europeo che siano però referenziatissimi a livello caratteriale, perché su questo lo sanno tutti non transigiamo».
In attesa del nuovo giocatore questo scorcio d’estate ha già visto tante novità. In primis il cambio della presidenza, passata da Ivan Paterlini e Licia Ferrarini.
«Un passaggio di consegue importante, neanche da dire, che conclude la staffetta che anni fa avevano pensato Stefano Landi, Ivan Paterlini e Maria Licia Ferrarini. Ivan ci ha però garantito che ci resterà comunque vicino. E a lui, il presidente dei record, succede ora Licia con le sue doti di intelligenza ed equilibrio che per noi sono sempre state preziosissime».
Novità anche nello staff tecnico con l’ingresso di Slanina e la promozione di Cagnardi a suo vice. Cosa cambierà?
«Non parliamo di vere novità. Donatas e Devis li conosciamo bene entrambi: sono persone affidabili che hanno fatto e che faranno il bene della società».
Nel team la novità più evidente è in regia con l’arrivo di De Nicolao e Gentile. La scelta di quest’ultimo ha però fatto storcere il naso a tanti. Cosa risponde ai critici?
«Non hanno senso le critiche prima dell’inizio della stagione. Venne criticato parecchio anche Cinciarini, arrivato a Reggio dopo un’annata negativa a Cantù e invece...Tutto sommato quindi quelle critiche ci portarono fortuna. Sia Gentile sia De Nicolao, i nostri due nuovi playmaker, sono giocatori giovani ma che hanno già esperienze a livello europeo. Io credo nella loro motivazioni e so che potranno fare benissimo».
Avete salutato Cinciarini che ha scelto di rescindere il contratto con la Pallacanestro Reggiana e andare a Milano. Dispiaciuto?
«Andrea ha deciso di fare un’esperienza a livello superiore e per noi adesso è giusto voltare pagina. Tanto lui quanto Federico Mussini hanno fatto scelte che reputo comunque legittime e che penso non sia giusto discutere».
Sta seguendo l’avventura azzurra di Della Valle, Polonara e Aradori?
«Sì. Frosini e io siamo anche andati a vederli a Trento e il nostro preparatore atletico Tibilietti li sta seguendo e li ha anche raggiunti più volte in raduno. Mi sono sembrati tutti carichi e determinati e auguro a tutti di centrare l’obiettivo di essere convocati per gli Europei».
Tra le novità del roster Grissin Bon c’è appunto Aradori, giocatore che si vocifera lei abbia voluto con forza...
«La fortuna del nostro mercato è che moltissime scelte sono state condivise. Parliamo di un giocatore arrivato presto ad alti livelli e che quindi ha un pedigree di un certo tipo. Ha capito quello che volevamo e si è buttato subito nel nostro progetto».
Presentandosi alla città Aradori ha detto di essere qui per dimostrare di non essere un giocatore finito...
«Finito? Parliamo di un ragazzo del 1988 che credo che non debba davvero dimostrare nulla. Il riferimento era relativo al play off che ha giocato con Venezia e al suo spirito di rivalsa per come si era concluso. E’ entusiasta di ritrovare Kaukenas con cui ha giocato a Cantù e per cui ha trovato parole fantastiche. Pietro è motivatissimo e sa di arrivare al posto giusto al momento giusto».
In attesa dell’ultimo colpo di mercato, non vanno dimenticati quelli già assestati: i rinnovi di Kaukenas e Lavrinovic su tutti. Non crede?
«Sono davvero due grandi colpi di mercato, due conferme importantissime per il livello tecnico e per il loro lato umano. Il fatto che abbiano scelto di restare ancora con noi, va a dare ancora più credibilità al nostro progetto».
Continuate ad andare controcorrente.
«Ho notato invece come la corrente stia cambiando e che altre stiano un po’ seguendo il nostro modello. Abbiamo ribaltato l’idea che si debba giocare con i classici status. Abbiamo dimostrato come si possa giocare una buona pallacanestro anche senza cinque americani forti e cinque italiani in panchina. Al di là delle preferenze personali sui tipi e le modalità di gioco, abbiamo fatto vedere che tipo di pallacanestro si può fare con giocatori europei».
Nel vostro percorso avete fatto un salto avanti ogni stagione, quest’anno dove mettete l’asticella?
«Come si possono alzare ancora gli obiettivi? E’ il momento di nascondere l’asticella nel magazzino della Cassala. Non si può ripartire da gara 7 della finale con Sassari e da quel canestro in meno. Noi dobbiamo soltanto pensare a lavorare al progetto che abbiamo iniziato e a consolidare le nostre idee. In tal senso abbiamo già fatto un passo importante con le firme dei nostri tre nuovi italiani e la conferma dei due lituani. Vogliamo procedere in questo percorso e, in più, migliorare la grande empatia con la città».
Nella fantastica cavalcata dei play off avete raggiunto risultati di popolarità incredibili in tutta la provincia...
«Mio grande rammarico è non essermi reso conto di quello che succedeva in città durante i play off. C’era un entusiasmo pazzesco che purtroppo, nella lavatrice dei play off, non ho percepito. Si tratta comunque di un tesoretto importante di cui godremo questa stagione. Mi aspetto tanta gente mercoledì 19, quando ci ritroveremo al Cere con i nostri tifosi. Ci manca davvero solo un impianto più grande per poter avere ancora più pubblico che ci si spinga e ci dia carica Io sono il primo tifoso del sindaco Luca Vecchi. Ci ha promesso un nuovo impianto e sono sicuro che lo farà».
Ok, nessuna asticella ma in Eurocup l’obiettivo è chiaro: far meglio della passata stagione.
«Certo. La scorsa stagione ci siamo accorti come non sia scontato passare il turno e che per riuscirci bisogna star bene e dare il massimo. E’ un momento importante per la nostra crescita quello dell’Eurocup, che dà una prospettiva nuova al club e soprattutto ai giocatori. Quest’anno, seguendo sempre la nostra filosofia. punteremo su Pechacek e metteremo dentro Strautins, l’ennesimo prodotto della nostro settore giovanile e per cui devo ringraziare il responsabile Andrea Menozzi che con il suo grande lavoro riesce a preparare e a consegnarci un giovane promettente ogni anno».
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