La nuova Grissin Bon ha più muscoli
La squadra di Menetti ha una maggiore capacità di lettura della partita, ma la guida tecnica è tutta da scoprire
REGGIO EMILIA. Da un lato più muscoli, più esperienza, più tecnica e più capacità di lettura; dall’altro, una guida ancora da collaudare e meno verticalità. Benché l’ossatura della nuova Grissin Bon ormai completata sia sempre quella della scorsa stagione, la squadra che verrà presenta un volto abbastanza differente. Dal punto di vista tecnico l’addio più pesante è quello di Cinciarini, che negli ultimi tre anni ha segnato la formazione con il suo ritmo, la sua corsa e la sua intensità costante. Da un play titolare con un baby-rincalzo, Mussini, si passa a una coppia di registi alla pari, almeno in via, come Gentile e De Nicolao. Si parla di atleti ancora in cerca di stabilità. Entrambi sanno che Reggio potrebbe essere il trampolino verso l’alto e saranno determinati a ottenere spazio e meriti. Un gioco, come sempre, a doppio taglio. La competizione porterà tante motivazioni ma potrebbe anche generare tensioni. Al netto di questo, la coppia è ben assortita, Gentile più attaccante e più tiratore, De Nicolao un velocista bravissimo a mettere pressione sulla palla. Negli esterni, il passaggio è quello da Diener ad Aradori. Da un tiratore leggero, che poteva aiutare in regia, si passa ad un incursore come il bresciano, un esterno potentissimo, molto bravo a usare il fisico per farsi spazio. Aradori è un attaccante completo, efficace anche a rimbalzo, che per rendere al meglio necessita di chiamate e isolamenti e di tanti minuti. Kaukenas sarà chiamato come sempre a fare da collante, in campo e in spogliatoio, e Della Valle busserà per avere minuti e responsabilità, che ha dimostrato di meritare.
Sotto canestro il cambio è abbastanza netto. Veremeenko è un lungo completo e produttivo a rimbalzo, con la tecnica sufficiente ad essere un pericolo anche spalle a canestro. La sua forza è nel gioco senza palla e nel trasformare le palle sporche in possessi, ma va comunque innescato nei punti giusti. E il discorso vale anche per Lavrinovic. Nel 2014/15 Reggio ha dovuto fare a lungo senza riferimenti spalle a canestro e il suo gioco si è adeguato alla necessità, cavalcando i piccoli. Adesso ci sono ben due lunghi da servire nel pitturato, un assetto che comporta modifiche ai ritmi e all’idea di gioco. I dividendi hanno pagato, negli ultimi mesi. Da maggio, dopo un periodo di assestamento, Lavrinovic ha semplicemente dominato la serie A, prima dell’infortunio in gara 2 a Venezia nei play off stava producendo, parametrato suo 40 minuti, 38 punti e 20 rimbalzi di media. In un basket sempre più leggero, con centri ormai ridotti a rarità, due interpreti come Lavrinovic e Veremeenko possono essere davvero decisivi. Le novità arriveranno per forza anche in difesa. Il lituano ha ingombro e sapienza ma ormai poca mobilità, il bielorusso porterà concentrazione e posizionamento, copertura a rimbalzo, ma nemmeno lui è un intimidatore puro. Figura che manca in rosa, dopo l’addio di Cervi e Chikoko, che di verticalità ne mettevano parecchia. I migliori stoppatori sono Polonara e Silins, straordinari atleti che però possono pulire l’area in aiuto e arrivando da lontano, non sono certo lunghi che aspettano i penetratori vicino al ferro. Occorrerà cambiare anche questa abitudine, ma Reggio ha dimostrato di sapersi adattare bene alle modifiche difensive e non ha certo fatto male col quintetto piccolo, con Polonara e Silins unici lunghi. Il lettone rimane la chiave: partirà da ala piccola, ma con Aradori presente può anche scalare di ruolo senza che l’impatto fisico ne risenta, come invece avveniva l’anno passato.
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