«Mignanelli? Siamo diversi Darò tanto alla Reggiana»
Calcio Lega Pro, Paolo Frascatore non si sente schiacciato dal confronto con l’ex «Sono entrato in un bel gruppo e non vedo l’ora che inizi il campionato»
REGGIO EMILIA. Il forte esterno basso Paolo Frascatore analizza i suoi primi giorni di Reggiana in attesa delle partite che contano.
«Sono in un bel gruppo e mi trovo bene anche con lo staff - dice l’ex Sassuolo - e non vedo l'ora del campionato perchè nella Tim Cup siamo usciti a testa alta».
Cosa ha insegnato quella sfida col Perugia?
«Il calcio d'agosto non rispecchia sempre i valori soprattutto quando si affrontano squadre con un diverso numero di partite nelle gambe ma aver figurato bene fuori casa, in un ambiente non facile, piegati solo dall’episodio del rigore che ha fatto saltare gli equilibri è stato molto positivo».
Inseguite ancora il sogno di un ripescaggio?
«Mi stupisco di come ancora oggi non si conosca la composizione dei campionati perchè questo ferma l’operato dei ds e di noi giocatori».
Che girone gradirebbe in Lega Pro?
«Conosco solo il B disputato l’anno scorso a Pistoia: tutti dicevano che era il più facile però era anche il più livellato e bastavano due risultati positivi o negativi per cambiare la classifica mentre negli altri due gironi a gennaio si erano già definite le gerarchie finali».
A livello personale le pesa il testimone lasciato da Mignanelli?
«Tutti mi continuano a parlare di lui ma io conosco le mie caratteristiche e so di avere qualità diverse dalle sue però il mio contributo alla causa mi sento di poterlo dare».
Sulla sinistra come procede l'intesa con Siega ed Angiulli?
«Migliora col tempo e con gli allenamenti, come del resto quella con gli altri reparti; noi tre spesso ne parliamo anche fuori dal campo per capire i movimenti giusti».
Nel suo ruolo attualmente ci sono in rosa anche Di Nicola, Possenti e Panizzi: si sente il titolare?
«Cerco la forma allenandomi bene e la competizione aiuta a tenere alta la concentrazione ma è logico che spero di giocare».
Partito De Giosa la difesa rimane competitiva?
«Era un giocatore d’esperienza che in Lega Pro può servire e col quale mi trovavo bene, ora non so quali saranno i movimenti societari perché con Sabotic, ancora infortunato, non ho potuto collaudare l'intesa».
Secondo lei la Reggiana può fare un campionato di vertice?
«Le uniche certezze sono il lavoro e il gruppo coeso poi sarà il campo a dare i suoi verdetti».
Consapevole che l’aspettativa della piazza è alta?
«E’ normale dopo la stagione passata ma nessuno ci regalerà nulla perciò è meglio andare in campo senza l’assillo di dover vincere per forza per non crearci difficoltà».
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