Alessi, primo giorno di scuola da allenatore
«Ai ragazzi insegnerò l’educazione, il rispetto e dirò che il calcio è soprattutto divertimento»
REGGIO EMILIA. Mancano pochi minuti alle 14.30 quando Beppe Alessi si appresta ad iniziare una nuova carriera. Borsone d'ordinanza (e ci mancherebbe), cartellina che fa tanto mister (e ci mancherebbe) e il classico sacchetto in plastica che contraddistingue tutti gli inizi e le fine delle stagioni. Sarà lui il nuovo allenatore degli esordienti. «Esatto - attacca l'ex capitano granata - è così. Inizia una nuova vita sportiva. Sono carico al punto giusto ma anche spaventato perchè comunque parto da zero».
La sensazione è quella del primo giorno di scuola?
«Esatto».
Cosa cercherà di insegnare a questi ragazzini?
«Il divertimento, il rispetto e l'educazione. Dopo questo, cercherò di portare un po' della mia esperienza».
Sarà un allenatore stile "Sergente di ferro"?
«Ma per carità».
Secondo lei con che occhi la vedranno?
«All'inizio forse mi vedranno come il capitano della Reggiana. Ma per loro spero di essere visto come un papà visto che potrebbero essere i miei figli».
A 11 anni nelle giovanili del Toro, Alessi com'era?
«Molto rispettoso, così mi dicono. Tranquillo e mai sopra le righe».
Lo sarà anche da tecnico?
«Me lo auguro».
Che effetto fa presentarsi al campo con fischietto e cronometro?
«E' un effetto un po' strano, ma c'è sempre una prima volta».
Si dividerà tra settore giovanile e accademia del calcio?
«Sarà proprio così».
Potrebbe essere l'inizio di una carriera di allenatore?
«Potete dire a Colombo - scoppia a ridere - di stare tranquillo».
Quando ha maturato questa decisione?
«Già era nell'aria il fatto che quello appena concluso poteva essere il mio ultimo campionato da calciatore. Insieme alla società abbiamo preso questa decisione».
Dolorosa?
«Dolorosa perchè sono trentanni di carriera e di calcio e ritrovarti a dover smettere, non è facile. Ma più che dolorosa è stata sofferta perchè giocare a calcio è stata la tua vita».
Quando ha capito che era ora di smettere?
«Diciamo che Bassano ha dato una bella botta».
Cristiana Filippini
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