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Balo: «Milan nel cuore, ora devo lavorare»

Balo: «Milan nel cuore, ora devo lavorare»

Visite mediche e allenamento, è iniziata la nuova avventura in rossonero di SuperMario: felice di essere tornato

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MILANO. Basso profilo non è esattamente la prima espressione che viene in mente pensando a Mario Balotelli. Ma è mantenendo quest'atteggiamento che il centravanti promette poche parole e tanto lavoro per rinascere con la maglia del Milan, sfidando i non pochi scettici, a partire da chi a Liverpool, un anno dopo aver sborsato per lui 20 milioni di euro, lo ha lasciato tornare in Italia in prestito gratuito, contribuendo anche a pagare una buona fetta di ingaggio. A carico del Milan restano 2.2 milioni di euro.

Manca ancora il comunicato ufficiale ma la seconda avventura rossonera di Balotelli, cresta d'ordinanza (il presidente Silvio Berlusconi gli avrebbe chiesto di tagliarla) e brillanti alle orecchie, è già cominciata, con visite mediche, firma del contratto, stretta di mano con l'ad Galliani e il primo allenamento. Una manciata di tifosi lo ha accolto fuori dalla clinica La Madonnina, un centinaio a Casa Milan e oltre il doppio a Milanello. Tanti applausi, qualche insulto, ma nulla a che vedere col bagno di folla entusiasta del 30 gennaio 2013, all'aeroporto e poi all'ospedale di Busto. E non sarà replicata nemmeno la presentazione in pompa magna a San Siro. Anzi, non è prevista proprio alcuna presentazione. Anche il Milan, per dirla in milanese, vuole che Balotelli stia ‘schiscio’, evitando eccessi che possano attirare attenzioni negative e facendosi notare solo per quanto combina in campo (sempre con la maglia n.45, secondo quanto filtra), cercando di farsi spazio fra Bacca e Adriano, approfittando degli infortuni di Menez e Niang. Per ora ci sono le promesse. «Sono felice di essere tornato, non ho tante parole. Aspetto solo di allenarmi e dimostrare». «Fisicamente sto anche abbastanza bene, devo soltanto allenarmi con la squadra» ha assicurato, ammettendo che l'Europeo dell'estate prossima potrà dargli ulteriori motivazioni. «Sicuramente ne ho tante ma non ho tanta voglia di parlare, devo lavorare e basta» ha detto senza scomporsi quando un passante gli ha urlato: «Ma ce l'hai la testa a posto? Pagliaccio!». Ha anzi sorriso rispondendo a chi gli domandava se fosse un ritorno a casa. «Io abito a Brescia...» ha replicato, assicurando di aver sempre pensato a una nuova esperienza col Milan, da quando un anno fa si è trasferito al Liverpool: «Sì, ho sempre avuto il Milan nel cuore, quindi ho sempre sperato di poterci tornare».

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