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Campionato a 60 squadre? Lega Pro appesa a un filo

Campionato a 60 squadre? Lega Pro appesa a un filo

Il ricorso del Seregno sarà discusso il 3 settembre, l’inizio del torneo potrebbe slittare al 13 settembre ma già oggi si attendono i calendari

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REGGIO EMILIA. Se non fosse realtà potremmo dire “siamo su scherzi a parte”. Ieri il Coni ha accolto il ricorso del Seregno in merito alla composizione della Lega Pro che in funzione della ristrutturazione dei campionati avvenuta lo scorso anno (abolizione della Seconda divisione) deve prevedere tre gironi da 20 squadre per un totale di sessanta società. Così come è stato lo scorso anno. Oggi la Lega Pro ha regolarmente iscritte 54 squadre, anzi 50 dato che 4 sono ancora da indicare. Teoricamente dovrebbero essere Catania, Gubbio, Forlì e una quarta ancora da individuare in sostituzione del Castiglione. Quattro squadre che usciranno dalla sentenza di secondo grado della corte Federale d’Appello in relazione al calcio scommesse. Anche la Procura federale non soddisfatta delle decisioni del Tribunale presenta ricorso contro le sentenze relative a Lamezia e Torres. Anche la Pro Patria di Vavassori ha presentato da "terzo" un ricorso contro la Torres.

Il 3 settembre il Coni, quindi, deciderà se la Lega Pro dovrà essere, o meno, a 60 squadre. Il presidente del Collegio di Garanzia, Franco Frattini, ha ritenuto ammissibile il ricorso del Seregno, proposto tramite l'avvocato Di Cintio, e ha fissato come data dell’udienza il 3 settembre. La Figc sarà chiamata il giorno prima a deporre la propria memoria.

In caso di accoglimento del ricorso è evidente che si dovrà posticipato l'inizio dei campionati di Lega Pro, attualmente previsto per il 6 settembre perché dovranno essere ridiscussi i gironi e soprattutto il calendario, se la Lega Pro manterrà viva l’idea di stilare oggi le varie giornate di campionato. A tale proposito non ci sono state smentite o conferme ma del resto anche i gironi dovevano essere stilati nella giornata odierna assieme ai calendari e poi a sorpresa sono stati annunciati martedì.

Gironi che ovviamente fanno discutere non solo per la presenza di quattro caselle vuote ma perché sono stati stilati con un principio di regionalità molto discutibile.

La Reggiana è stata inserita nel girone A e questo ha lasciato l’amaro in bocca ai dirigenti granata anche se poi è affiorata un’altra valutazione. La Reggiana nel girone A avrà maggiori motivazioni e stimoli nel confrontarsi con le squadre che gli addetti ai lavori indicano come favorite, vedi Pavia, Alessandria, Cremonese, Albinoleffe, Cittadella, Bassano o Sudtirol.

La Reggiana non sarà più la squadra da battere, la grande favorita del girone ma dovrà conquistare sul campo la credibilità necessaria per poter ambire a recitare un ruolo da protagonista. E’ anche in questa logica che il presidente Compagni ha rivolto un messaggio preciso ai tifosi “oggi più che mai abbiamo bisogno del vostro appoggio per essere protagonisti”. (w.m.)

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