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«Avere dei giocatori in azzurro è un valore aggiunto per il club»

di Adriano Arati
«Avere dei giocatori in azzurro è un valore aggiunto per il club»

Basket, il viceallenatore Cagnardi: «Il progetto della Grissin Bon è crescere con i suoi giocatori» Polonara, Aradori e Della Valle all’Europeo con gli ex biancorossi Melli e Cinciarini, Cervi è riserva

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REGGIO EMILIA. «Un'esperienza in Nazionale è una crescita per i nostri giocatori e per la nostra società, che ha fatto una scelta ben precisa in questo senso. Veremeenko? Grande giocatore, da dieci anni ad alto livello».

Devis Cagnardi gongola nel vedere ben tre della Grissin Bon protagonisti in azzurro (e al conto andrebbero aggiunti anche Cinciarini, Melli e la riserva a casa Cervi), visto che Aradori, Della Valle e Polonara faranno parte dei magnifici 12 impegnati a Berlino agli Europei. Il viceallenatore biancorosso, promosso assistente, pensa che vi saranno buone ricadute.

Non avreste preferito avere quei tre azzurri immediatamente disponibile?

«La nostra società, che ha fatto una scelta ben precisa in questo senso, valorizzare gli italiani e puntare sui nostri giovani, perché vanno aggiunti Silins e Pechacek. La loro esperienza azzurra, è un pregio, non un problema».

Dal punto di vista tecnico, che ne pensa?

«Intanto si sono allenati ad altissimo livello e gli Europei sono una competizione, molto impegnativa, disputarla non può che far crescere».

In che modo?

«Prima di tutto, dal punto di vista fisico. Si gioca con un atletismo e una fisicità simili a quelle dell'Eurolega, quelle che in Italia si sfiorano solo con Milano».

Torniamo in palestra: Veremeenko?

«Detto che sono passate solo poche settiman, e che ci siamo concentrati più che altro sul lavoro atletico, è un ottimo giocatore, molto serio. Sarà utilissimo».
Dovrete trovargli le giuste soluzioni?

«La squadra è molto rinnovata, anche come assetto, lui sarà importante in questa costruzione. Ci vorrà tempo per farlo rendere al meglio».

Benché protagonista in Europa, a Reggio è poco noto.

«Con rispetto parlando, il tifoso medio che segue solo la serie A o le primissime squadre di Eurolega non sa chi è. Ma gli addetti ai lavori lo conoscono benissimo. E’ un giocatore che da dieci anni è ad altissimi livelli europei».

Lei inizia una nuova avventura, come vice. Cosa cambierà?

«Poco, qui a Reggio si è sempre lavorato in condivisione, ragionando insieme, e dietro all'allenatore, che ha le prime responsabilità, si procede insieme».

La sua promozione è arrivata assieme all'addio a Fioretti, che ha fatto tanto parlare. Lui si è sentito snobbato?

«Decisamente no. Questi meccanismi e questi avvicendamenti sono fisiologici, in una squadra di basket. È un mondo che conosco bene, ho lasciato casa a 15 anni per viverlo. È normale che funzioni così, non mi ha dato fastidio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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