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Il nonno manager e il nipote campione

di Roberto Fontanili
Il nonno manager e il nipote campione

Kart: la favola del giovane Riccardo Longhi ha il titolo italiano come lieto fine

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REGGIO EMILIA. “Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme…” cantava Francesco Guccini. Se aggiungiamo “insieme a correre in kart”, la canzone potrebbe essere la sintesi della carriera del campione italiano Riccardo Longhi. Il 21enne pilota reggiano che ha cominciato a gareggiare a otto anni accompagnato alle gare e agli allenamenti dal nonno Giglio e che si è appena laureato campione italiano di kart nella categoria 125 kz. La categoria regina della specialità, quella per intenderci in cui si è fatto le ossa e ha vinto Michael Schumacher.

Riccardo Longhi proprio come il pluricampione di Formula 1 a Siena si è giocato tutto nell’ultima gara e per di più sul circuito dove il diretto avversario Mirko Torsellini si allena quotidianamente. Dopo il terzo posto in gara uno, nella seconda Longhi con autorità ha vinto gara e titolo; perdippiù sul circuito di cui sono proprietari e gestori i genitori del suo avversario. Organizzato da Aci Csai, il campionato si è disputato su dieci gare .

Longhi corre per la scuderia Modena Kart che utilizza motori della Tm di Pesaro preparati da Bruno dal Dosso; è stato sostenuto economicamente dalla ditta Iori di Albinea e dall’Emilia Kart di Vezzano di cui è diventato socio.

E’ una storia tutta di motori e di una passione che è diventata professione, quella che ha condotto a 21 anni Riccardo a vincere al secondo tentativo il campionato italiano. Una storia iniziata tredici anni fa quando il nonno materno Giglio Prati ha cominciato a portarlo ad allenarsi e poi a gareggiare sui kart. E che oggi per allenarsi lo obbliga ad andare fino a Desenzano sul Garda, «perché _ spiega _ in regione non ci sono piste omologate per gare internazionali».

Nella già lunga carriera, nonostante la giovane età, Riccardo ha partecipato ai diversi campionati. Dalla classe 50cc alla 60cc di cui è stato campione italiano, alla 100cc, alla 125cc monomarca e a quella 125 kz in cui alla fine ha messo in fila una sessantina di avversari in età compresa tra i 18 e i 30 anni.

«Le gare non le ho fatte tutte _ ricorda _ perché dovevo andare a scuola e mi allenavo a Parma. La passione l’ho ereditata da mio nonno che è stato pilota di auto in gare di velocità su circuito e se sono arrivato qui lo devo a lui. I miei genitori non si sono mai opposti, l’unica condizione è che andassi bene a scuola e me la sono cavata».

Quella di domenica è stata una vittoria sofferta, aggiunge Riccardo «contro avversari forti e con a disposizione budget economici più grossi e che potevano allenarsi di più. L’anno prossimo vedremo che campionato farò». La sua vittoria sottolinea «è il frutto di un lavoro di squadra», ma è al tempo stesso anche una piccola storia imprenditoriale. Riccardo dopo il diploma in meccatronica all’Iti è entrato nell’Emilia kart di Vezzano e ha dato vita assieme al socio Andrea Lusoli ad un team per il quale corrono sei piloti, tra italiani, della Repubblica Ceca, Panama e Venezuela che gareggiano in Italia.

«In qualche caso partecipiamo competizioni all’estero e insegniamo loro a correre e ad amare il kart, proprio come mio nonno ha fatto con me».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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