La Reggiana al debutto contro il Padova
Il tecnico Colombo: "Bisogna partire col piede giusto, Nolè è un attaccante che può fare la differenza"
REGGIO EMILIA. Tutto è pronto per il debutto della Reggiana in campionato nella sfida (ore 17.30) contro il Padova. Fari puntati sulla coppia d'attacco Arma-Nolè con il neo acquisto Bartolomei che sarà in tribuna mentre Antonio Vacca ha la valigia pronta per trasferirsi lunedì a Catania.
"Sono ormai due mesi che abbiamo iniziato - spiega l'allenatore Colombo al termine della consueta rifinitura - e le partite fatte sono state relativamente poche. Quindi ben venga questo inizio anche se l'ultima settimana, un po' per tutti, è stata complicata. C'era il rischio di questo rinvio del campionato che però non c'è stato. Siamo felici di poter iniziare oltretutto davanti al nostro pubblico. E speriamo di farlo con il piede giusto: darebbe entusiasmo a tutto l'ambiente".
La Reggiana sarà palla a terra e cross per Arma?
"La squadra deve saper leggere le situazioni e deve quindi saper giocare in tutti i modi".
La prima giornata di campionato quali insidie nasconde?
"Siamo tutti, chi più chi meno, dei punti interrogativi. I veri valori non si conoscono e tutto può succedere".
Venendo alla formazione, Nolè a che punto è?
"Non perfette ma è ad un buon punto. E' un giocatore, e quando uno è giocatore sa cogliere i momenti giusti della partite. Forse andrà a sprazzi ma è un giocatore che può essere determinante perchè sa cogliere l'attimo. Il calcio ce l'ha nel sangue".
L'undici iniziale è deciso?
"E' deciso e i giocatori lo sanno. Non faccio quasi mai pretattica. E comunque la formazione è abbastanza facile. Maltese è rientrato da un paio di giorni quindi gioca Parola che davanti alla difesa ci dà delle garanzie. Poi ci sarà Sabotic che ha recuperato e contro Neto Pereira se la può giocare. Davanti siamo contati".
Non riuscirà quindi a riempire la panchina lunga che le mettono a disposizione?
"No, dovrei arrivare a diciannove convocati, rimangono posti liberi".
Le piace l'idea della panchina lunga?
"Credo che per un giocatore sia meno umiliante venire in panchina rispetto alla tribuna. Credo che sia una cosa positiva per il gruppo: si possono sentire tutti partecipi rispetto a quello che succedeva l'anno scorso".
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