Bagnolese, presidente punito per 2 anni
Aniceto Caffarri è stato squalificato fino al 2017 per minacce, offese e per aver colpito al petto l’arbitro Gabriele Pette
BAGNOLO IN PIANO. Gabriele Pette di Bologna e la giustizia sportiva si abbattono sulla Bagnolese. Maxi stangata nei confronti dei rossoblù, in merito al focoso dopo-derby con la Folgore Rubiera. Il direttore di gara ha calcato, e non poco, la mano sul suo referto, nel bollettino diramato ieri dal Crer ne sono arrivate le conseguenze.
Un'ammenda di 100 euro alla società (per aver permesso l'accesso a persone non in elenco nel recinto spogliatoi), ma sopratutto un mese di squalifica al patron Isacco Manfredini ed addirittura due anni al presidente Aniceto Caffarri. Fermato Manfredini fino al 7 ottobre per aver rivolto gravi proteste e frasi irriguardose nei confronti dell'arbitro dopo il termine della gara, mentre Caffarri dovrà stare in castigo fino al 6 settembre 2017 in quanto “dopo il termine della gara si recava nei pressi dello spogliatoio dell'arbitro e, dopo aver puntato il dito addosso all'arbitro, a voce alta e con tono minaccioso, rivolgeva proteste e frasi irriguardose nei confronti del direttore di gara. Caffarri impediva all'arbitro di aprire la porta dello spogliatoio schiacciando leggermente su di essa il braccio del Direttore di gara. Infine colpiva a palmo aperto il petto dell'arbitro facendolo indietreggiare di qualche passo e sbattere contro il muro”.
Anche se il Fratelli Campari è un campo "caldo" l'entità delle squalifiche e le relative motivazioni hanno sconcertato l'ambiente rossoblù, dato che quanto emerso stride notevolmente con la realtà vera dei fatti. «Io Pette non l'ho assolutamente toccato – sbotta il presidente Aniceto Caffarri – e mi meraviglio delle istituzioni sportive che credono a queste persone ed a queste storie. Ho attualmente un braccio al collo ed un tutore alla spalla, con la mano sinistra ho solamente chiuso la porta. L'arbitro ha dichiarato il falso, ed io ho pure i testimoni».
Ma realmente cosa è successo?
«L'arbitro, non si sa per quale motivo, ha voluto allontanare tutti noi dirigenti dagli spogliatoi. A quel punto gli ho mostrato il mio tesserino da presidente, ma lui ha fatto finta di niente. Con la mano sinistra ho cercato allora di chiudere la porta, ma senza fare nient'altro. Farò ricorso sportivo e vedremo cosà accadrà, ma gli spintoni di cui parla Pette non ci sono mai stati».
Quale è il suo stato d'animo in questo momento?
«Sono nella Bagnolese da quarant'anni, non mi sono mai permesso di alzare le mani con nessuno e non vedo perchè dovrei averlo fatto adesso. Due anni sono una squalifica assurda, neppure con quelli che hanno venduto le partite hanno preso questi provvedimenti. Tutto questo significa che noi dirigenti siamo sempre impotenti davanti alle ingiustizie ma dobbiamo solamente pagare, scontare le squalifiche e rigare dritti senza fiatare anche se a sbagliare sono gli arbitri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google