Il reggiano Giulio Bottone al “Giro dei Giganti”
Sport estremo, il 46enne parteciperà all’ultra trail sulle vette della Val d’Aosta In una settimana percorrerà 330 km con dislivelli che superano i 2.500 metri
REGGIO EMILIA. Ha 46 anni, sposato e padre di due bambini di 3 e 6 anni. E’ avvocato con un avviato studio in città. Si chiama Giulio Bottone e domani parte per partecipare, da domenica, al “Tour de Geants”, il Giro dei Giganti, un’impresa sportiva che si svolge in Val d’Aosta, una corsa a piedi che dura una settimana perché è lunga 330 chilometri, sale e scende (toccando anche i tremila) e ha un dislivello che supera i 2.500 metri.
Il suo obiettivo? Battere il tempo fatto segnare da altri tre nostri concittadini, gli unici che sono riusciti a completare questa titanica impresa.
«Ma siete tutti un po’ matti?» Sorride alla domanda e replica deciso: «No, amo l’avventura e sono appassionato di imprese sportive. Mi sono preparato e voglio togliermi questa soddisfazione». Chi lo conosce ammette che anche se questa è definita la gara più dura del mondo lui ce la farà. In effetti si è già cimentato in tante altre prove spettacolari. E’ stato il primo reggiano a scalare un ottomila in Himalaia, risulta fra i fondatori e giocatori degli Hogs, con il triathlon ha affrontato e superato cinque sfide riservate agli “ironman” gli “uomini d’acciaio”. Nella sua carriera di ultra trailer c’è un lungo elenco di cimenti sulle montagne di mezza Europa e non manca l’esperienza di istruttore di alpinismo del Cai. Senza dimenticare il servizio militare in qualità di ufficiale degli Alpini ad Aosta. Da almeno un lustro si cimenta in prove di resistenza. Ed eccolo quindi all’appuntamento più importante (per ora) della sua inimitabile carriera.
«Per me sarà come prendere parte ad una Olimpiade – spiega - e voglio far meglio di Marco Regnani, Stefano Verona e Marco Narcisi i soli tre atleti reggiani che mi hanno preceduto su questi sentieri valdostani».
A Courmayeur saranno in 800, selezionatissimi, provenienti da tutto il mondo. Percorreranno due alte vie passando da La Thuile, raggiungeranno il Gran Paradiso, transiteranno da Ivrea, saliranno in parte le pendici del Cervino e del Monte Bianco. Il tutto dovrà avvenire entro 150 ore; sabato 19 settembre il traguardo si chiude. «I miei tre concittadini ce l’hanno fatta – completa- e io voglio impiegare meno tempo di loro». Sulle spalle avrà solo un piccolo zaino e potrà avere un ricambio soltanto ogni 50 chilometri in basi prefissate dove gli sarà possibile anche cibarsi ed eventualmente riposare. Una bandierina gialla segnerà il tracciato da compiere. In solitudine, spesso in alta quota, quali che siano le condizioni meteorologiche. Lo aspetta dunque una settimana di quelle che non si dimenticano. Ha anche un paio di partner, il negozio di articoli da montagna Reggio Gas e La Sportiva di Trento. Ma ha anche il supporto dei suoi cari: «Mia moglie e i miei figli mi aspettano fiduciosi. Cercherò di ripagare la loro fiducia».
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