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Per la Correggese un pari che vale oro

di Massimo Bassi
Per la Correggese un pari che vale oro

I biancorossi terminano la partita in 9: espulsi Guerra per doppia ammonizione e Fioretti per gioco violento

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CORREGGIO. Una Correggese affamata deve accontentarsi di assaggiare la bontà del proprio carattere: una determinazione che ha consentito di reggere un secondo tempo giocato in nove contro undici senza rischiare e soffrire più di tanto. Un brodino, caldo fin che si vuole, ma certamente con la sua punta di amaro. In undici contro undici le cose avrebbero potuto andare ben diversamente, e invece tutto è rimandato. E' rimandato l'appuntamento con la prima vittoria di campionato (i biancorossi ci riproveranno a partire da mercoledì pomeriggio, sempre al Borelli). E' rimandata ogni risposta alla domanda che i tifosi serbano in cuore, «avremo una grande squadra anche quest'anno?»: lo 0-0 finale non ha fornito risposte certe.

Di certo c'è che la Correggese, nel momento in cui (35' del 1° tempo) ha perso per espulsione il primo uomo, stava portando a livelli interessanti la propria iniziativa di gioco, benchè non avesse evidenziato alcunchè di trascendentale; e di certo c'è che l'aver offerto una tale prova solidità in doppia inferiorità numerica può definirsi un dato positivamente non trascurabile.

Il match era iniziato un po’ in sordina. Gli uomini di Lazzini hanno il pallino delle operazioni; in quanto però a pericolosità... nulla, almeno fino al 25', quando su mischia susseguente a calcio dalla bandierina Davoli spara un sinistro entro l'area che si spegne a lato di un metro e più. L'undici biancorosso sale di tono. Al 28' un destro di Guerra da meno di quindici metri è deviato in angolo da un difensore, e due minuti dopo Camarà mette sul fondo, di testa, un corner di Mantovani. La squadra mantiene salda l'iniziativa, ma non riesce a mantenere integro l'undici. Al 35' Guerra si lascia andare a qualcosa di imperdonabile, avventandosi improvvidamente su Visani e stendendolo dopo essere già stato ammonito qualche minuto prima. Improrogabile il secondo giallo.

Gli equilibri in campo cambiano poco, ed è solo su una palla persa malamente da Mantovani che il Mezzolara ha – in contropiede – la sua prima palla gol, con Monnolo che appena varcato i sedici metri spara grossolanamente alto.

Anche a inizio ripresa, in dieci contro undici, Lazzini tiene sul terreno di gioco il trio offensivo Camarà-Fioretti-Carboni. Ancora per poco. Uno shock più forte del precedente attende i biancorossi al 3': Fioretti e Laquaglia vanno al duello aereo, il bolognese finisce dolorante a terra, ma ben più doloroso è l'esito per il centravanti correggese; per quel contatto con il gomito aperto l'arbitro non concede appelli: rosso diretto e Correggio in nove.

E adesso? Tutt'altra partita. Ovvio. Lazzini, in ottica previsionale antistanchezza, ordina all'11' il primo cambio, togliendo Camarà per Franceschini. Ci si aspetta, invano, che il Mezzolara acceleri e allarghi la manovra aprendo le sparute maglie biancorosse e trafiggerle. Macchè. A parte la girata ravvicinata di Malo (26') respinta da Berni, solo pallidi tentativi da lontano (bravo però Chiriac, al 40', a toccare in angolo la severa sventola di Stanzani). Anzi, se di qualche recriminazione si può parlare... sta nelle proteste che i giocatori della Correggese avanzano nei confronti di assistente e direttore di gara per un presunto mani in area di un giocatore del Mezzolara, proprio allo scadere. Un episodio apparso – dalla tribuna – non molto chiaro, ma sul quale, di lì a poco, mister Lazzini dirà: «A fine gara mi si è avvicinato un difensore avversario e mi ha detto che quello era nettamente rigore».

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