Gazzetta di Reggio

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Vale avanza anche quando sbaglia tutto

di Cristiano Marcacci

MotoGp. Nel giorno di Marquez, Lorenzo cade e Rossi fa un altro passo verso il decimo titolo conquistando il quinto posto

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L’adrenalina e l’istinto vengono messi brutalmente da parte dalla tattica. È questa che prende il sopravvento, a discapito dello spettacolo. Come in un Gran premio di Formula 1.

Il meteo ha scelto una domenica da burlone e con quelle poche gocce di pioggia cadute subito dopo il semaforo verde ha condizionato non poco l’andamento della gara. Alla fine hanno brillato coloro che non avevano niente da perdere, con Marc Marquez e la sua Honda. Non si vedono spesso in MotoGp due cambi-moto per le variazioni del meteo nelle stesso Gran premio. Misano ha offerto questo, oltre a una cornice di pubblico memorabile e a una clamorosa serie di errori d’interpretazione e di lettura della corsa da parte dei due compagni-rivali in lizza per il Mondiale, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

Vale non si è fidato dell’indicazione del proprio muretto (per almeno due giri ha ignorato la scritta “in”ý di rientro per il secondo cambio di moto da gomme “rain” a gomme da asciutto), era convinto si rimettesse a piovere e ha atteso troppo. Quando è rientrato era tardi, ormai le prime posizioni erano state gettate alle ortiche. Ma la fortuna non ha voltato le spalle al Dottore. Anzi, lo ha protetto e gli ha consentito di compiere un altro passo verso il decimo titolo iridato, conquistando gli undici punti che toccano al quinto e portando a 23 il vantaggio nei confronti di Lorenzo. Quel Lorenzo che ha fatto molto peggio di Vale. Il maiorchino l’ha combinata davvero grossa: pure lui ha tardato il cambio-moto e dopo pochi chilometri dal suo rientro in pista ha preteso troppo dalle nuove gomme. Al primo curvone a sinistra lo spagnolo ha perso completamente il posteriore ed è stato catapultato sull’asfalto e nella sabbia della via di fuga. Per lui c’è stato addirittura bisogno del ricovero al centro medico per controlli più approfonditi, a causa di una forte contusione alla mano destra (inizialmente si è avuto paura potesse trattarsi di una frattura) e di un leggero trauma cranico.

Via libera, quindi, ai decisionisti e ai più coraggiosi. Marquez si è subito trovato a suo agio. Praticamente fuori dalla corsa mondiale, ha pensato esclusivamente alla vittoria del Gp e ha ragionato nel modo più giusto. O meglio, si è affidato, come bisognerebbe fare in certi casi, ai ragionamenti dei propri tecnici ai box.

Non appena lo hanno consigliato per il secondo cambio-moto, è rientrato subito per montare le gomme da asciutto evitando così di continuare a perdere quella marea di secondi che le Yamaha di Lorenzo e Rossi stavano invece buttando via a causa del profondo degrado delle gomme da pioggia. Mossa azzeccata, che ha premiato il campione in carica, primo sotto la bandiera a scacchi davanti ai “pazzi”ý Bradley Smith e Scott Redding, che hanno mantenuto le gomme da asciutto anche quando l’asfalto era bagnato. Domenica da dimenticare per le Ducati: Michele Pirro ha dovuto lasciare lo schieramento per un problema alla pompa della benzina e Andrea Iannone e Andrea Dovizioso non sono andati oltre rispettivamente il settimo e ottavo posto.

Per un po’ d’Italia bisogna andare in Moto3, dove troviamo la prima vittoria del riminese Enea Bastianini, autore di un grandioso ultimo giro e di una tenuta eccezionale all’interno delle curve del Carro. Con lui sul podio, in terza posizione, Niccolò Antonelli, quarto Romano Fenati. Resta fuori di poco dalla cerimonia di premiazione Simone Corsi, quarto in Moto2, dove ha trionfato Johann Zarco.

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