Slanina: «Vedrò la partita con gli occhi del tecnico»
«Non sono un vero tifoso, mi interessa la sfida da un punto di vista tecnico-tattico però vincendo ci si avvicina moltissimo a qualificarsi per la prossima Olimpiade»
REGGIO EMILIA. «Non siamo proprio dei tifosi, osserveremo la partita anche dal punto di vista tattico e tecnico. E speriamo di riuscire a guardarla in diretta».
Donatas Slanina, proprio come i compatrioti Lavrinovic e Kaukenas e come tutti gli atleti e i tecnici italiani, attende con grande curiosità la sfida fra Italia e Lituania in programma questa sera alle 21 a Lille nei quarti di finale dell’Europeo 2015.
Il problema è però l’amichevole con Trento, in programma alle 18.30 a Rovereto.
«Dovrebbe finire circa quando inizierà il quarto di finale, speriamo di riuscire a vederla in pullman nel viaggio di ritorno, almeno in parte, o col computer o in televisione», racconta l’assistente allenatore lituano.
Da veterano di tornei internazionali sa bene quanto possa valere un match come questo, e oltretutto il suo ricordo da giocatore contro l’Italia non è il massimo.
Nel 2004, pur non entrando in campo al contrario di Darjus Lavrinovic, era fra i dodici della Lituania che venne sconfitta nella storica semifinale di Atene dall’Italia guidata da Gianluca Basile, poi battuta in finale dall’Argentina.
Come si vive l’attesa in casa Grissin Bon? E fra voi tre lituani?
«C’è curiosità e tanta attenzione, d’altronde sia io che Kaukenas che Lavrinovic abbiamo giocato tanto in nazionale, ci teniamo a quello che fa».
Voi tre vi trasformerete in tifosi?
«No, non siamo proprio dei normali tifosi, che penseranno solo al risultato, senza dimenticare che comunque abbiamo l’amichevole con Trento».
Allora, non vi scorderete di essere coach e giocatori?
«Cercheremo di guardare tutti gli aspetti della sfida, quelli tattici soprattutto, sarà una gara interessante».
Quanto è importante?
«Moltissimo, perché vincendo ci si avvicina moltissimo a qualificarsi per la prossima Olimpiade, oltre che all’Europeo».
Tutti pensano a Rio 2016. È quello il traguardo da raggiungere, più che l’oro?
«Beh, le Olimpiadi sono un obiettivo speciale per tutti gli atleti di tutti lo sport. Il basket lituano si era abituato bene, sino a qualche tempo fa».
Eravate presenze fisse.
«Sì, e dopo una pausa vogliamo ritornarci, è importante per il nostro sport. E lo stesso credo valga proprio anche per l’Italia, che se non sbaglio manca dal 2004 ad Atene».
Esatto, l’anno dell’argento, quando lei era in campo. Parliamo da tecnici, allora. Che gara sarà?
«Una partita di grandissima qualità, il livello delle due squadre è molto alto e credo sia davvero interessante da vedere».
Crede ci sarà tanto equilibrio?
«Sì, sia Lituania che Italia hanno fatto vedere buone cose e hanno tanta qualità individuale e non solo. Sono squadre atletiche, con buon fisico. Staremo a vedere come va a finire, è difficile dire adesso che gara sarà».
Come ha ricordato, forse non riuscirete a guardarla in diretta. E’ un problema serio per lei?
«Questo è il nostro lavoro. La gara con Trento inizia alle 18.30. Forse non tutta la partita, ma se in pullman ci sarà la televisione o un computer connesso potremmo vederne una buona parte dell’incontro e va bene anche così. Non ci posso fare niente».
Ci proverete a vincere?
«Speriamo proprio di sì, è una partita interessante proprio come sfida tecnica e tattica, e poi ci sono Italia e Lituania».
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