«Il mio sogno è un’Italia con due Gentile in campo»
Basket, Stefano: «L’infortunio mi ha penalizzato, vorrei essere utile agli azzurri e presentarmi in buone condizioni per il 26 settembre in Supercoppa»
REGGIO EMILIA. «La sconfitta della Nazionale? La nostra è una squadra che sta crescendo. E la prossima volta spero proprio di esserci anche io a dare una mano». Stefano Gentile, come tutti i compagni di squadra, ha assistito all’eliminazione dell’Italia ai quarti di finale dell’Europeo. Ma nonostante l’amarezza pensa positivo, anche a livello personale. «Per via del mio problema al ginocchio ho dovuto rinunciare anche al ritiro, è stato un peccato perché due mesi insieme sono importanti, e si creano rapporti e amicizie», racconta.
Della partita con la Lituania che dice?
«I lituani sono impressionanti, sono sempre con la testa sulla gara, sono sempre pronti a giocare per vincere, nulla da dire, bravi loro».
Ha sentito suo fratello Alessandro?
«Sì, ci siamo sentiti, gli ho detto di non abbattersi e di pensare subito alle prossime partite, ottenere l’approdo al pre-olimpico è fondamentale».
Da giocatore, quanto è difficile rimettersi subito in campo dopo una sconfitta così?
«Non è facile, ma lo sport è questo, c’è poco da fare. Quando si vince, c’è sempre quel po’ di energia in più».
E quando si perde, per di più al supplementare?
«Eh, lì ritrovare energie non è facilissimo, devono essere bravi a farlo, e credo che la panchina diventi fondamentale».
Come vede questa Italia per il futuro?
«E’ una squadra nuova, per certi versi, che sta crescendo e potrà fare molto bene in futuro».
Con due Gentile in campo? «Me lo auguro proprio, con l’infortunio mi sono perso anche il ritiro, avrei voluto dare una mano, e confido di farlo in futuro».
A luglio ha subito un intervento al ginocchio. Come vanno le cose adesso?
«Bene, ovviamente devo recuperare la forma e adesso devo ancora lavorare tanto, l’obiettivo è solo questo, senza pensare ad altro».
Che intende?
«Se prima di un’amichevole devo fare dei pesi in più li faccio, anche se so che in campo sarò meno brillante».
Si è dato dei tempi?
«Voglio essere pronto per la prima partita che conta, il 26 settembre in Supercoppa».
Adesso lavora già a tempo pieno?
«Faccio anche diverso lavoro a parte con Darjus Lavrinovic, ci teniamo compagnia».
Avete lavorato praticamente senza mezza squadra. Cosa cambia?
«Non è semplicissimo, a un certo punto ci mancavano cinque giocatori, si deve chiedere ai ragazzi più giovani di dare una mano, ci si adatta».
Negli esterni torneranno due giocatori e non da poco, Aradori e Della Valle. Cosa muterà nelle vostre rotazioni?
«Per noi è assolutamente una cosa positiva. Se ci siamo tutti, e tutti possono contribuire, si possono giocare quei 20-25 minuti al massimo del ritmo sapendo che ci sarà sempre chi ti può dare il cambio».
Quando siete in meno, dovete stare più attenti?
«Chiaramente si cerca di amministrarsi, di gestirsi un poco di più sapendo che si deve arrivare in fondo. Con Della Valle e Aradori le cose cambieranno, e in meglio».
Un parere sull’ultimo acquisto Veremeenko?
«Praticamente non abbiamo mai giocato insieme, perché i primi dieci giorni ero fermo io e poi ha avuto un problema lui, ma è un giocatore esperto e affidabile, non ci saranno problemi di adattamento, ci darà subito una mano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
