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L’ALLENATORE DELLA PRO PIACENZA

Viali: «Mi preoccupo di dare un’anima alla mia squadra»

di Juri Panciroli
Viali: «Mi preoccupo di dare un’anima alla mia squadra»

REGGIO EMILIA. E' un William Viali ancora scosso dalla tragedia dell'alluvione nel piacentino dei giorni scorsi quello che presenta la sfida di sabato dei granata contro la sua Pro Piacenza: «Sono...

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REGGIO EMILIA. E' un William Viali ancora scosso dalla tragedia dell'alluvione nel piacentino dei giorni scorsi quello che presenta la sfida di sabato dei granata contro la sua Pro Piacenza: «Sono appena tornato dal rosario recitato per padre e figlio scomparsi a Bettola perché il figlio era un amico di famiglia». E' bene ricordare che, tra l'altro, la società di Bettola un paio d'anni orsono è stata una delle rifondatrice dell'attuale Pro Piacenza.

Proviamo a sdrammatizzare ricordando i suoi precedenti con la Reggiana?

«Da allenatore sono un debuttante tra i professionisti perciò è la prima volta mentre da giocatore ricordo tante battaglie».

Si presenta a questo derby con un solo punto.

Dopo due gare tutti vorrebbero essere a punteggio pieno ma non è possibile. Abbiamo racimolato un punto in casa e domenica a Padova abbiamo fatto una buona partita, nonostante il risultato finale, dove per un ora siamo stati in partita contro una squadra che a Reggio conoscete bene per averla già affrontata; in Coppa Italia abbiamo passato il turno e sono alla guida di una squadra che ha cambiato molto quindi ci vuole tempo per ingranare».

Ha visto le immagini del 2-0 dell'anno scorso?

«Ero allo stadio ma, al di là di come finì la gara, la Reggiana era una sorpresa mentre adesso si è rinforzata, è una squadra rodata ed ambiziosa con un'identità ben precisa».

Quindi non ha chiesto consigli a Franzini, col quale vi siete scambiati le panchine piacentine?

«E' vero, due anni fa sedevamo a panchine invertite, ma non ci siamo sentiti perchè la Reggiana la conosco abbastanza bene così come conosco la filosofia del suo tecnico e nella passata stagione l'ho seguita spesso dal vivo».

Ha studiato qualcosa?

«Cerco di lavorare su un'identità da dare al mio gruppo, con le nostre qualità per ottenere il massimo con quella fame che dobbiamo avere».

Dei granata teme i singoli o il gioco?

«Avere un impianto di gioco ben definito ed automatismi aiuta molto ad inizio stagione se poi sono supportati da giocate dei singoli il livello di difficoltà per chi li affronta si alza ulteriormente».

La Pro Piacenza con che armi risponderà?

«Dovrà lavorare di squadra, poi ogni domenica ci può essere il singolo che ci fa la giocata vincente ma è soprattutto un'anima ben definita che cerco di infondere ai miei ragazzi».

Sarà un episodio a decidere o prevede tanti gol?

«Più o meno sono sempre gli episodi a decidere il risultato perché durante la gara c'è alternanza di azioni da parte delle due squadre».

Reggiana e Pro Piacenza spostate dal girone B a quello A: rimpianti o opportunità?

«Partendo dal presupposto che abbiamo obiettivi diversi è inutile piangersi addosso ora ma è evidente che c'è un abisso tra i due gironi».

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