«A Torino si va per vincere ora siamo a pieno regime»
Per Della Valle l’esperienza azzurra è già alle spalle e spinge la “sua” Grissin Bon «C’è poco tempo per amalgamarci, ma il primo trofeo è troppo importante»
REGGIO EMILIA. La gara amichevole contro Ferrara ha restituito alla Grissin Bon uno dei suoi protagonisti della nazionale, cioè Amedeo Della Valle.
Dimostrando grande attaccamento alla maglia, ha rinunciato al riposo dopo l'avventura europea, per rituffarsi nell'atmosfera del basket italiano. «Ci tenevo ad essere presente da subito con i miei compagni – spiega la giovane guardia biancorossa – perché mi sembrava un bel gesto nei loro confronti. Si stanno allenando duramente e voglio essere pronto anch’io con loro per i prossimi impegni importanti».
Come sta dopo questa estate di intenso lavoro in maglia azzurra?
«Bene, sono pronto per mettermi a lavorare con gli altri».
Cosa porta con sé da questo Europeo?
«Porto un grande bagaglio di esperienza che mi potrà servire in stagione».
Come si è sentito a passare da un impianto da 27mila persone a Lille ad un palazzetto di provincia?
«Io sono nato ad Alba, dove se c'erano 100 persone a vederci era tanto, quindi non mi crea problemi la cosa. Sono contento di esserci stato contro Ferrara».
E l'eliminazione con la Lituania? Rimpianti?
«Abbiamo perso contro una squadra che è arrivata fino in fondo, mica da gente scarsa. C'è un po' di amarezza perché forse si poteva fare il colpaccio, ma il bicchiere alla fine lo vedo mezzo pieno perché ci siamo qualificati per il torneo preolimpico».
Cos'è mancato in quella partita?
«Non saprei. Era la prima volta che giocavamo insieme, mentre altre nazionali hanno roster con gente amalgamata da anni e questo poteva essere uno svantaggio per noi».
Tra poco ci sarà la Supercoppa. Con che prospettive la affrontate?
«Dobbiamo andare a Torino per vincere, è una grande opportunità. Ora dobbiamo lavorare sodo perché l'evento è davvero vicino e abbiamo poco tempo per cercare di compattare la squadra».
Pensa che potreste pagare l’avere una squadra che ha fatto la preparazione con solo mezzo roster, rispetto alle avversarie che hanno lavorato a pieno regime?
«No, non credo che pagheremo troppo questa differenza. Noi dobbiamo puntare alla vittoria in ogni caso».
In queste settimane si è messo in evidenza il suo pari ruolo Lilov. Le fa paura?
«L'ho conosciuto proprio sabato all'amichevole, mi è sembrato un buon giocatore e un bravo ragazzo ma non temo che mi rubi il posto».
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