Gazzetta di Reggio

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La Grissin Bon si presenta a pochi intimi

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon si presenta a pochi intimi

Flop in via Guasco: meno di 600 gli spettatori Ovazione per il nuovo capitano Kaukenas

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REGGIO EMILIA. Lontana nella memoria - e pure nel colpo d’occhio di un Bigi semideserto - gara 7 della serie finale con Sassari, il velo sulla nuova Grissin Bon s’è alzato davanti a non più di 600 persone: un flop neppure annunciato. Per la prima volta l’amichevole ufficiale di presentazione del team biancorosso non era compresa in abbonamento e tanti affezionati ieri hanno dato forfait nell’amichevole con Verona, lasciando sui social commenti polemici. Non ci sono neppure gli Arsan. Al posto degli ultras biancorossi, lo striscione polemico “Uccidere il settore ospite vuol dire uccidere la passione” contro l’ipotesi ventilata dal club di togliere quei 90 posti riservati ai tifosi avversari e metterli in vendita ai reggiani destinati a rimaner fuori dalla bombonera di via Guasco durante la stagione. Non reggerà molto, lo striscione polemico, che già al 2' di gioco dell’amichevole con Verona viene staccato, arrotolato e messo via dagli steward del palazzo. In questo insolito teatro, s’alza il sipario ed eccola, la nuova Grissin Bon, rimasta “orfana” in estate del capitano Andrea Cinciarini e pure del secondo, reggianissimo, play Federico Mussini. Al loro posto la coppia di registi italiani Andrea De Nicolao e Stefano Gentile, a caccia di un posto al sole nel basket che conta davvero.

Ci sono Pietro Aradori e Achille Polonara, di ritorno dall’avventura con la nazionale finita contro il muro lituano ma non sono neppure a referto. Come non lo è, il più atteso di tutti: il lungo bielorusso Vladimir Veremeenko ancora precauzionalmente a riposo causa postumi della contrattura al polpaccio ma che, salvo sorprese, sarà buttato dentro nella semifinale di Supercoppa di sabato a Torino contro Sassari.

Amedeo Della Valle, che pure era della spedizione azzurra, è invece dentro. Se i poco meno di 600 di via Guasco si spellano le mani per Lavrinovic, l’ovazione vera e propria arriva per il capitano Rimas Kaukenas, il campione guida e anima del nuovo team. E ha già ben chiaro il progetto, il 38enne lituano che sintetizza: «Voglio ringraziare chi è venuto stasera - dice lanciando un’occhiata agli spagli - grazie per il supporto e quest’anno speriamo di far meglio della scorsa stagione».

Di poche parole, e questo è molto meno usuale, Max Menetti che è diventato, con la splendida cavalcata nei play off 2015, l’allenatore più vincente di sempre della storia biancorossa. «Rimas - spiega il tecnico della Grissin Bon - ci ha dato una buona linea. Che è parlar poco e mettere nell’album dei ricordi quello che è successo la scorsa stagione». Poi l’appello alla sua gente: «E stateci vicini che è la cosa più importante».

Ed è unfatti previsto lo sbarco di un buon numero di reggiani, sabato al pala Ruffini di Torino. Lì si inizierà sul serio.

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