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«L’amichevole si paga, abbonati a casa»

di Adriano Arati
«L’amichevole si paga, abbonati a casa»

I tifosi contestano il costo della gara di presentazione e l’abolizione della curva ospiti. Il club per ora non risponde

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REGGIO EMILIA. L’amichevole con Verona a pagamento? «Un’idea davvero brillante, con gran parte degli abbonati rimasti a casa».

Non si sono conclusi martedì sera i malumori dei sostenitori della Grissin Bon, emersi chiaramente durante la presentazione della nuova squadra biancorossa al Palabigi in occasione dell’amichevole con Verona, in un palazzetto pieno per circa un quinto della capienza.

I fronti sono due. Il primo: il biglietto a pagamento – 10 euro per ogni posto disponibile – per l’amichevole, mentre negli anni precedenti il debutto al Palabigi era sempre stato incluso nel pacchetto dell’abbonamento. Il secondo, che coinvolge più che altro la tifoseria organizzata, è la probabile scelta di eliminare la curva degli ospiti per liberare quasi un centinaio di posti solitamente riservati alle formazioni in trasferta.

Per quanto riguarda il primo aspetto della questione, dover pagare per vedere la presentazione proprio non è garbato alla gran parte degli abbonati. Non tanto per il prezzo in sé del tagliando, ma perché il cambiamento rispetto al passato è arrivato dopo gli aumenti abbastanza consistenti di tutte le tessere, che già hanno generato diverse lamentele.

«A me l’abbonamento è aumentato del 25%, e non sono pochi soldi. Facevano così fatica a metterci anche la gara con Verona? Non penso siano quei soldi che cambino la vita di Pallacanestro Reggiana. Sono stato a casa per principio», racconta sulla propria pagina Facebook uno storico abbonato biancorosso.

Un altro reggiano, Fabrizio Prandi, che si definisce «un abbonato a carissimo prezzo», usa toni simili in una lettera inviata alla Gazzetta. «Vorrei complimentarmi con la società per la brillante idea di far pagare agli abbonati l'abituale amichevole di presentazione (fra l'altro con una squadra di Legadue, nemmeno il Cska come qualche anno fa)», afferma.

«Risultato: un palazzetto vuoto con la maggior parte degli abbonati che è rimasta a casa. Ma chi ha avuto questa grande idea?»

Prandi riprende anche le dichiarazioni della presidente Licia Ferrarini, che avevano ricordato la coincidenza con l’anticipo della serie A di calcio. «E dove vive la presidente che ha dato la colpa alle concomitanze calcistiche? Tutti a casa a vedere Udinese-Milan?»

Sempre sui social network, oggi il primo strumento di dibattito, spicca la frase lapidaria sulla seguitissima pagina Fans Pallacanestro Reggiana: «Questo è il risultato. Totalmente assenti», che richiama l’ormai celeberrimo «totalmente dipendenti».

I commenti sono tanti, a quel post come ad altri simili, divisi fra chi difende la Pallacanestro Reggiana richiamando l’annosa questione del palasport e chi, invece ,continua a puntare il dito: «E’ stata una scelta sbagliata, contro una squadra di A2 e a danno solo degli abbonati. Io non vivo in città, oltre al biglietto ci metto la benzina e la cena fuori», spiega un altro abbonato “dissidente”.

La questione relativa alla curva ospiti: lo spazio riservato non è previsto dal regolamento; è frutto di un accordo informale dei primi anni 2000 fra le società e tle ifoserie organizzate di mezza Italia, che prevede la concessione di una sessantina di biglietti a prezzo calmierato per chi arriva da fuori. Per gli Arzan, la scelta della Pallacanestro Reggiana va contro lo “spirito del tifoso”: «Significa uccidere la passione», recitava lo striscione sistemato prima della palla a due con Verona e fatto rimuovere pochi minuti dopo. Frasi simili erano state esposte alla presentazione a Festareggio, e il tema rimane molto sentito dai sostenitori più accesi.

I dirigenti biancorossi ieri non hanno fornito risposte alle questioni sollevate dai tifosi.

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