La Grissin Bon batte Sassari, ora va a caccia del trofeo
I biancorossi si vendicano della Dinamo e oggi alle 18.30 sfideranno la corazzata Milano in finale
TORINO. Bella, tutt’altro che perfetta, ma già vincente. La Grissin Bon vendica gara 7 della finale play e batte Sassari nella prima semifinale di Supercoppa. I biancorossi volano alla finalissima contro l’EA7 Milano dell’ex Cinciarini, che si giocherà oggi alle 18.30 sempre al pala Ruffini di Torino per il primo brivido stagionale: alzare il primo trofeo al cielo.
Sono in più di 200 i reggiani che fanno festa a fine gara dopo il successo non scontato contro i campioni d’Italia, detentori oltre tutto della Supercoppa. Nutritissimo il gruppo degli Arsan che, dopo le polemiche della settimana, non dimenticano di srotolare lo striscione contro la chiusura del settore ospite, tema rovente delle ultimissime settimane. E ad applaudire la finalista biancorossa c’è pure una manciata di volti noti (Luca Infante, Nando Gentile) e starm su tutte l’ammiratissima fidanzata di Aradori, Guendalina Canessa.
A troneggiare poi sopra il palaRuffini lo striscione “Gli dei del basket ci hanno dato Polonara”, issato da un gruppetto di fans personali dell’azzurro.
Che, come era immaginabile, trova posto nello starting five reggiano accanto a Gentile, Kaukenas, Aradori e Lavrinovic. Di là, della Sassari tricolore è rimasto il solo, grandissimo, fuoriclasse Logan, per il resto nonostante i muscoli e l'esplosività fisica pare evidente che il tasso di talento sia calato. L’inizio è prevedibilmente equilibratissimo, con Big Darjus a dar lezioni di tecnica e i saltatori sardi a volare a canestro sopra tutti. Sassari sprinta e i reggiani restano in corsa con Lavrinovic, enigma per i difensori avversari.
Al 5’, con il punteggio ancora in bilico, esordisce in biancorosso "Vova" Veremeenko, solidissimo lungo di stampo europeo. Reggio prova a scappare (11-14) ma prima Varnado poi Logan, l’incubo del giugno scorso, fermano la fuga dei biancorossi. Che sprintano poi nel finale di quarto quando le carte in tavola sono cambiate e Menetti dà spazio alla panchina. Entusiasmante lo show personale di Veremeenko che vale il +7 (21-28) che chiude il primo quarto. C’è De Nicolao in campo all'inizio del secondo quarto e si vede: più ordinata, la Grissin Bon prende il volo fino al +11 (26-37) che fa impallidire il coach sardo Sacchetti.
La gara si fa quindi più nervosa e sempre meno tecnica e i reggiani hanno la colpa di non dare il colpo di grazia agli avversari. Fra sportellate assortite, rosicchia infatti punti Sassari (in evidenza si mette Varnado) complice la poca lucidità reggiana. Con quattro italiani in campo e il 20enne Pechacek, la Grissin Bon perde terreno e si scende così negli spogliatoi sul 37-41.
Si riprende con l’onda sarda che si fa sempre più alta e pericolosa: Varnado e poi l'ennesimo schiaccione della "molla"Haynes fissano il punteggio sul 41 pari dopo 1’20” di gioco. Reggio è in sofferenza (49-45 al 6') e Max Menetti si gioca la carta della zona 3-2. Qui si scalda Gentile, utilizzato anche accanto a De Nicolao e decisamente più incisivo da guardia che non da play. Le sue triple di fuoco valgono il nuovo vantaggio reggiano. Segue il "gol" dai cinque metri di Lavrinovic per il 56-61 a 1’ alla fine del quarto. Prende però la contromisura giusta alla zonaccia reggiana, la vecchia volpe Sacchetti che mette dentro il croato Stipcevic che scappa più volte. L’ultimo periodo si apre così sul 64 a 63. La Grissin Bon da qui la prima prova di aver carattere, nonostante il capitano Kaukenas sia tenuto precauzionalmente in panchina causa un dolorino a una coscia. Si continua a lottare sui due fronti in un botta e risposta che non si schioda mai dall'equilibrio sino a un finale, neanche da dire, da infarto. Succede di tutto negli ultimo 90”, cui s’arriva sul 78-79 per Reggio. Qui dopo un passi di Lavrinovic, triplo errore sardo: prima Eyenga, poi Varnado e quindi Hayes. A 24” dalla fine, il fattaccio: Sassari commette fallo su Aradori ma il cronometro non riparte da dove avrebbe dovuto. Reggio è “costretta” a tirare in fretta e sbaglia ma gli arbitri si chiudono in conclave e, capito l’equivoco ne escono con la decisione – che scatenerà domande e perplessità – di ridare la palla ai biancorossi anziché a Sassari, con 16” da giocare. Aradori e, sull’altro fronte, Haynes sbagliano. Il rimbalzo finisce fra le forti mani di Polonara che subisce pure un fallo. Doppio errore dalla riga bianca dell’ala e poi, sulla sirena, air ball sardo. E’ finita, sul 78-79, che vuol dire finale. E da Reggio sarà esodo, è sicuro.
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