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«Che bella emozione vincere qui a Torino che è come casa mia»

di Adriano Arati
«Che bella emozione vincere qui a Torino che è come casa mia»

Della Valle, mvp delle Final Four, ricorda le gesta del padre «Questa vittoria, il modo migliore per iniziare la stagione»

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TORINO. «È un premio speciale per me, ancora di più perché ottenuto a Torino, una città che per mio padre è così importante». Pensa anche alla famiglia, al padre Carlo che ha dipinto le sue migliori pagine sportive proprio a Torino, il miglior giocatore della Supercoppa Amedeo Della Valle. Ennesima perla di un anno, il 2015, segnato da una costante crescita in campo sino agli strepitosi play off scorsi, da una meritata convocazione per gli Europei con la Nazionale e da due gare solide nella Supercoppa, prezioso contro Sassari e poi decisivo contro Milano. E in ogni occasione si vedono miglioramenti: «Forse qualcuno pensa che in estate noi ci fermiamo, ma io continuo sempre a lavorare, a crescere, e continuo a impegnarmi per migliorare in ogni giornata», racconta con fierezza la guardia piemontese. Il riconoscimento come mvp, sottolinea, è «un riconoscimento importante per me ma per tutta la squadra, perché questo è un grandissimo gruppo, di persone che si aiutano l'una con l'altra», riflette.

Ad aggiungere altro dolce nel palato, la sede della vittoria, Torino, non un luogo normale per un piemontese doc. «Anche pensando a mio padre, a quanto lui ha fatto qui a Torino, la soddisfazione sale ancora, questa è casa nostra e ovviamente c'è ancora maggior gusto, ma l'importante era portare a casa questo titolo». Arrivato eliminando in una tiratissima semifinale anche Sassari, la squadra che tre mesi fa ha strappato lo scudetto alla Grissin Bon proprio all'ultimo minuto dell'ultima gara. «Diciamo che ci tenevamo particolarmente, questo è un buon modo per iniziare una nuova stagione nel migliore dei modi, e lo abbiamo fatto. Volevamo prima di tutto riscattare quella sconfitta che fa ancora male, gli stimoli non erano mancati e la stessa cosa è stata in finale, volevamo vincere a ogni costo». Si passa anche alla partita: «Siamo stati bravi a reggere la pressione fisica di Milano, loro hanno tanti giocatori atletici e potenti e noi siamo stati bravi a gestire l'urto e a trovare le soluzioni migliori per arginare questa loro fisicità, abbiamo preparato bene la gara e in ogni occasione abbiamo trovato le soluzioni migliori per fronteggiare l'Olimpia», ragiona il 22enne piemontese. Lo sforzo è grande, cerca di rimanere lucido nonostante il travolgente abbraccio dei tifosi, che uno a uno vogliono farsi una foto con lui. «Sono davvero soddisfatto, dopo un'estate piena ricominciare in questo modo fa davvero piacere, per me e soprattutto per questo grandissimo gruppo, lo ripeto, qui tutti si aiutano e si sostengono, anche in queste partite tutti hanno fatto uno sforzo, portato un contributo e alla fine si è visto il risultato». Però è un giovane italiano il migliore in campo: «Ho lavorato tanto per fare vedere che potevo farcela, credo di essere cresciuto e di aver dimostrato di essere all'altezza».

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