In campo il tripudio del tifo biancorosso
Al 40’ esplode la gioia degli oltre duecento reggiani che invadono il parquet per abbracciare gli “eroi” dell’impresa
TORINO. Biancorosso contro biancorosso. Era un duello fra colori identici quello fra le tifoserie reggiane e milanesi, con i sostenitori dell'Olimpia avvantaggiati dalla minor distanza da Torino. E difatti si sono presentati in numero maggiore, ma i reggiani hanno risposto con oltre duecento persone e tanto calore, con parecchie “chiamate” da un lato all'altro del palazzetto. Gli Arsan, con i loro striscioni, i cori costanti e i coriandoli biancorossi, hanno guidato la carica, ma gli altri reggiani – sparpagliati in ogni settore, dalla prima fila ai distinti, a piccoli gruppi – non si sono tirati indietro rispondendo ed esultando, nonostante l'inferiorità numerica.
E alla fine, man mano la Grissin Bon in campo cementa il proprio vantaggio, le loro voci si sono sentite sempre più forti mentre quelle dei milanesi si sono perse, affogate nella nuova delusione. Alla fine, quando il vantaggio si è fatto incolmabile, i sorrisi si sono allargati progressivamente ed al 40' la gioia è esplosa. Sugli spalti è sbucata anche una bandiera lituana, omaggio ai grandi veterani Rimantas Kaukenas e Darjus Lavrinovic, unita a decine e decine di sciarpe e di stendardi biancorossi. Sino alla doverosa e festosa invasione di campo, per foto, abbracci e tante risate con gli eroi di questa nuova impresa reggiana, primo titolo nazionale nella storia della società. I sostenitori si sono ammassati al bordo del parquet in attesa della premiazione, assistendo a pochi metri di distanza alla consegna della coppa e al trofeo di miglior giocatore all'applauditissimo Della Valle, accolto da un'ovazione, prima dello scoppio di coriandoli tricolori, ultimo suggello pensato dall'organizzazione. Da lì, è stato il consueto e doveroso tripudio. Abbracci, foto ricordo, autografi, pose aggressive e sorridenti di giocatori, dirigenti, allenatori, tutti travolti da una piccola ma corposa ed intensa ondata biancorossa.
Alla fine, solo l’arrivo degli addetti che hanno richiamato i protagonisti agli obblighi istituzionali in sala stampa ha fermato i festeggiamenti volanti, poi ricominciati davanti al pullman e proseguiti fin sotto l’albergo, dove i tifosi hanno raggiunto la squadra.
Una Supercoppa, battendo gli ormai eterni rivali sassaresi e la grande favorita milanese, non è un evento che passa ogni giorni e le celebrazioni – dalle premesse – saranno meritatamente lunghe. (adr.ar.)
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