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La Grissin Bon entra nella storia e alza la Supercoppa

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon entra nella storia e alza la Supercoppa

Demolita la favorita Milano, per i biancorossi è il primo trofeo italiano. Della Valle è Mvp

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TORINO. Le mani sulla Supercoppa. La Grissin Bon si prende con determinazione e cervello il primo trofeo stagionale. Il primo italiano nei 41 anni di storia della Pallacanestro Reggiana. Dopo aver vendicato gara7 nella semifinale con Sassari, i biancorossi fanno fuori pure la strafavorita Milano in una finale in cui il titolo di Mvp se lo guadagna Amedeo Della Valle a suon di letali tiri "ignoranti" e fantastici recuperi.

Lo starting five è come previsto quello della semifinale: Gentile, Kaukenas, Aradori, Polonara e Lavrinovic. Mentre di là in maglia EA7 l'ex capitano reggiano Andrea Cinciarini, pure applaudito durante la presentazione dai 200 reggiani sbarcati al palaRuffini. Un acuto di Stefano Gentile, dopo una stecca per parte, toglie da quota zero la Grissin Bon. Che difende e recupera pure un paio di palloni importanti. Tanto che, al 3’, Milano è ancora a bocca asciutta, mentre Polonara infila da sotto il canestro del 4 a 0. Deve passare quasi un minuto prima che Alessandro Gentile scuota i suoi e segni i primi due centri del match. A “urlare” che vuole la Supercoppa è Kaukenas, liberissimo, nel mettere dentro la tripla del 10-4 alla metà del quarto. Bombarda a ripetizione l’EA7 che in un niente si riporta a -2. Resta attaccata, Milano, grazie alle mani magiche di Ale Gentile. Poi Simon dai 6.75 per il primo vantaggio del team di Repesa (14-15, al 7’), quando in campo già non ci sono più da alcuni minuti i due lituani. Della Valle rapina palloni d'oro e tiene Reggio avanti 22-19 al primo gong, nonostante gli errori offensivi di Silins (dall’arco) e Veremeenko, da sotto.

Tornato in campo, Lavrinovic apre il secondo periodo con la tripla del +6 reggiano mentre l’ attacco milanesi non combina nulla. Non fosse per i liberi dell'esplosivo Gani Lawal, il punteggio dell’EA7 resterebbe inchiodato. Macina invece punti Reggio che con Della Valle tocca il +9 (30-21), cui fa seguito una magia di Alessandro Gentile che per i meneghini è ossigeno puro. Di nuovo, Reggio, vola a + 9 con il “motorino” De Nicolao in contropiede. Milano è imbarazzante ai liberi (1/9 alla metà del quarto) e questo facilita il lavoro di Kaukenas e soci che veleggiano dieci lunghezze avanti. Che diventano 11 quando Della Valle sgancia la bomba che fa esplodere la curva degli Arsan. Qui, l'errore reggiano di non dare la spallata alla gara (Menetti ha gettato nella mischia il 20enne Pechacek, a fianco di un Silins non ancora al top della condizione). Repesa sceglie la logica di affidarsi alla poderosa coppia di lunghi Mcvan-Hummel per spostare gli equilibri. E funziona, la mossa del tecnico milanese. Reggio soffre troppo a rimbalzo e si spegne in attacco, perdendo via via terreno. La tripla di Hummel corona la progressione dell’EA7 che imbocca il tunnel sotto di soli tre punti (39-36).

E' l'ex capitano Cinciarini a infilare a inizio ripresa la tripla del pareggio (39 pari), mentre Menetti si affida al quintetto titolare. Aradori dai cinque metri si riprende il vantaggio dopo 2’. Replica Gentile, un minutino più tardi, ancora dai cinque metri e quindi dall'arco: è il +6 reggiano. Simon per due volte sfodera il suo mortifero tiro da tre che viola la zona 3-2 ordinata da Menetti. Il croato si concede poi pure un canestro da sotto per il 48 pari alla metà del quarto. Trova il lottatore Polonara, Reggio, (canestro e poi un fantastico recupero da cui scaturisce il 52-48). Ritocca il vantaggio verso l'alto Reggio con Gentile, ispiratissimo, entrato a rilevare De Nicolao, sanguinante dopo un colpo al volto, che chiude il terzo quarto sul 61-50. Il gioco da tre punti a inizio del periodo conclusivo rilancia le scarpette rosse, poi si fa finalmente sentire Veremeenko che, mettendola da sotto (+10, 63-53), fa scollare parte del canestro. Ai centimetri milanesi, Menetti risponde alzando il quintetto (Vova Veremeenko, Silins e Polonara). Più attenta, più cinica, Reggio dilata il margine di vantaggio (71-57 al 6' abbondante con i liberi del capitano Kaukenas) Si sveglia però l'ex capitano reggiano: Cincia mette la tripla che tiene in vita i suoi e ridà loro coraggio. E’ solo un fuoco di paglia, però. La Grissin Bon torna a stringere e torna oltre i 10 punti di vantaggio. Aradori autografa il canestro del 74-62, seguono i due liberi di Mcvan ma la difesa reggiana fa il resto. I canestri della staffa sono di Kaukenas. E' già vinta a 1' quando Reggio vola sul +13 e mette in bacheca il suo primo trofeo italiano. Un riscatto? Una vendetta da quella maledetta gara 7? No. Semplicemente primo passo di una nuova storia.

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