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«Maturità e compattezza ecco le nostre armi in più»

Linda Pigozzi
«Maturità e compattezza ecco le nostre armi in più»

Il coach Max Menetti elogia sia i nuovi sia i veterani del suo gruppo vincente «Con soli due allenamenti al completo siamo riusciti a compiere un’impresa»

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TORINO. «Una grande soddisfazione. Perché noi siamo Reggio, perché è il secondo trofeo della nostra storia e perché questo trofeo è arrivato dopo una vittoria in semifinale contro Sassari e in finale contro Milano. E anche se la Supercoppa non è uno scudetto, per noi ci va davvero vicino. La Supercoppa è uno di quei trofei che valgono poco quando li perdi, ma quando li vinci sono fantastici».

Max Menetti è lucido come lo è stata la sua Grissin Bon nella finalissima con Milano. Solo gli occhi, provati per la due giorni torinesi, lasciano trasparire l'emozione per la conquista del primo trofeo italiano della storia della Pallacanestro Reggiana. Una vittoria impreziosita dal fatto di essere stata conquistata con una squadra che non aveva che un paio d'allenamento di gruppo. E che in campo non ha lasciato tradire la scarsa conoscenza dimostrando invece feeling e un grande spirito. Quello della Grissin Bon che solo tre mesi fa sfiorò il titolo tricolore.

«Abbiamo mostrato una coesione e un'identità fantastica - ammette Menetti -. Qui, a Torino, abbiamo compiuto un passo importante per la nuova stagione. In questo momento voglio pensare a chi rende possibile tutto questo, al nostro patron Stefano Landi ma penso anche ai ragazzi che ci hanno permesso di essere qui oggi a vincere questo primo trofeo stagionale».

«Abbiamo fatto la gara migliore che potessimo fare in questo momento della stagione. Abbiamo avuto la maturità di capire che stavamo concedendo troppo a rimbalzo nella prima parte della gara e per tutta la seconda parte della gara siamo stati bravi a non commettere mai due volte lo stesso errore. Era difficile giocare un torneo così importante con solo un paio d'allenamenti di squadra sulle spalle e per questo devo ringraziare lo staff che è riuscito a dare ai ragazzi poche idee ma assolutamente giuste, come poi si è visto in campo. Questa vittoria arriva nel proseguimento delle linee vincenti dello scorso anno. Dopo la semifinale vinta su Sassari ho fatto i complimenti ai nuovi arrivati e oggi, dopo la vittoria della finale con Milano, voglio fare i complimenti ai vecchi che hanno lavorato tanto e bene per facilitare l'inserimento dei nuovi ragazzi».

Un boato ha accolto l'incoronazione di Della Valle a Mvp del match.

«Siamo molto felici che il titolo di Mvp sia stato assegnato ad Amedeo - spiega il tecnico reggiano - ma se fosse stato possibile stasera ci sarebbero stati 10 Mvp reggiani, perché ci sono stati momenti durante la partita in cui lo sono stati davvero tutti. Ho visto tanta gioia nell'essere qui con noi negli occhi di Pietro Aradori, ho visto tanto spirito di sacrificio in Veremeenko che non aveva nelle gambe tutti i minuti che gli chiedevo eppure li ha fatti. E tutte le volte che gli chiedevo di chiudere una situazione in post basso e, anche se mi aveva detto che non aveva le gambe per riuscirci, l'ha fatto. Da come l'ho visto non mi sembrava un giocatore bielorusso appena arrivato, ma un giocatore che era da tempo con noi».

Applaude anche i suoi nuovi play, il tecnico biancorosso.

«Stefano Gentile ha fatto azioni da grande protagonista. Penso poi a De Nicolao che ci ha lasciato letteralmente il naso (il play padovano ha subito infatti una brutta botta che l'ha costretto a uscire dal campo, ndr)». (l.p.)

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