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I ragazzi di Menetti ora sanno come si fa Obiettivo scudetto

di Linda Pigozzi

La Supercoppa regala quel tocco di autostima che serve per colmare l’amarezza della finale persa a giugno

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Ha già fatto il botto, la Pallacanestro Reggiana. A una settimana dall’inizio del campionato, la squadra biancorossa si è infatti imposta nella prima manifestazione di Lega mettendo le grinfie sulla Supercoppa.

Il primo importantissimo segnale, quindi, dopo la dolorosa sconfitta all’ultimo canestro nella finale play off 2015, la Pallacanestro Reggiana l’ha già dato.

Chiaro l’obiettivo con cui la società biancorossa affronta la nuova avventura: riuscire laddove la scorsa stagione si era fallito, mettendo le mani sullo scudetto.

Per vincere il tricolore, il direttore sportivo Alessandro Frosini e il tecnico Max Menetti hanno proseguito nell’atipico progetto di affiancare tanti giovani italiani di talento a grandi campioni dell’est, espertissimi ma ancora affamati di successi. Nessun americano è volutamente stato inserito in un roster pensato anche in chiave Eurocup.

Agli “immortali” lituani Darjus Lavrinovic e Rimas Kaukenas – 36 primavere il primo, 38 il secondo – è stato affiancato il 31enne bielorusso Vladimir Veremeenko, tostissimo lungo con una lunga militanza fra Eurolega ed Eurocup ma esordiente assoluto nel campionato italiano.

Poi, perso il capitano Andrea Cinciarini, finito non senza polemiche a Milano, si puntato tutto su un nucleo importante di italiani.

Giocatori in piena maturità sportiva, affermati e nel giro azzurro come Pietro Aradori e Achille Polonara ma anche esterni di talento, dalle storie e caratteristiche diverse ma tutti accomunati da una gran voglia di emergere. Amedeo Della Valle, già in grado di conquistarsi il titolo di miglior giocatore alla Supercoppa 2015 di Torino, ma ancora ben lontano da aver espresso tutto il proprio grande talento. Stefano Gentile, arrivato a Reggio Emilia dopo un’annata in ombra a Cantù, e fortemente deciso a rilanciarsi. Andrea De Nicolao in cerca della definitiva consacrazione nel basket di alto livello, dove torna pieno d’aspettative dopo un’annata da protagonista in A2 Gold a Verona.

Ma c’è anche altro in un roster che non assomiglia a nessun altro. C’è l’ala lettone Ojars Silins, 22 anni di talento puro atteso al riscatto dopo una stagione di sofferenze causa infortuni e ricadute, conclusa poi con un intervento chirurgico al ginocchio. Un giocatore che le potenzialità per diventare uno dei più forti nel suo ruolo in Europa, ma che per riuscirci dovrà lavorare moltissimo sulla tenuta mentale, oltre che sulla tecnica.

C’è fiducia sul 20enne ceco Adam Pechacek che dopo essersi affacciato timidamente lo scorso anno alla massima serie, dovrà ora conquistarsi un po’ di spazio in più.

È questa la Grissin Bon che ha già abbracciato il primo trofeo e a cui il talento, s’è visto a Torino, non manca. L’ambizione e la solidità societaria pure. Ma, come sempre, sarà solo il campo a decretare il valore di un progetto unico e senza precedenti di cui questa squadra è una figlia finora ben riuscita.

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