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«Ho sposato un progetto forte e in controtendenza»

«Ho sposato un progetto forte e in controtendenza»

Basket donne serie B: il nuovo allenatore del Tricolore, Luigi Piatti «Nel settore femminile si ridimensiona ovunque, a Reggio ci puntiamo ancora»

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REGGIO EMILIA. Già al secondo anno di vita, il Basket Tricolore è deciso a fare le cose in grande e per fare ciò ha ingaggiato un allenatore che di esperienza in campo femminile ne ha da vendere come Luigi Piatti. Nato a Varese, ha iniziato la sua carriera da allenatore a Scandiano, portando la formazione femminile dalla serie C alla serie A2. Poi tante altre esperienze, quasi tutte in regione, tranne una a San Bonifacio in A2, dove ha centrato promozioni a raffica e conquistato diversi trofei. A pochi giorni dall'inizio del torneo, andiamo dunque a conoscere meglio la figura tecnica centrale del Basket Tricolore.

«Col presidente Ferruccio Landini - spiega il coach Gigi Piatti - ci conosciamo da tanti anni, è stato un mio dirigente a Scandiano, mi hanno iniziato a parlare del loro progetto già da questo inverno e più passava il tempo e più capivo che ci potevano essere i margini per dare una mano a una società composta con questo direttivo da solo un anno. Una società che aveva ricominciato solo con il settore giovanile e quest’anno avrebbe ripresentato una squadra senior, quindi in controtendenza al panorama cestistico femminile dove invece si chiude o si ridimensiona».

Cosa ha inciso sulla sua scelta?

«La società, come ho già detto, è in controtendenza con quello che succede a tante realtà anche storiche del basket femminile, io ho allenato per tanti anni il basket femminile e non ho difficoltà a trovare la sintonia con questo tipo di ambiente. Voglio contribuire a dare una mano con la mia esperienza a consolidare quanto di buono la dirigenza ha fatto per ridare lustro al basket femminile reggiano».

Cosa si aspetta da questa nuova avventura?

«Voglio dare alle ragazze energia e alla società il mio know-how che manca per far crescere l'intero settore giovanile numericamente e tecnicamente, voglio far capire i valori alle ragazze che se lavorano in un certo modo, potranno avere lo sbocco naturale in serie B e non in serie C».

Uno degli obiettivi dichiarati da sempre dalla società, è far crescere le proprie giovani in casa e formare una squadra dalla forte identità reggiana.

«È un riconoscimento che ha fatto di Reggio un modello nel passato, mettere da subito diverse giocatrici che ha in organico fisse in prima squadra e è anche l'obiettivo della società far crescere giovani con le chiocce e avere un'identità reggiana. Per prima cosa vogliamo consolidare il settore giovanile qualitativamente per dare sbocco nella prima squadra, è fondamentale al giorno d'oggi creare le giocatrici in casa. Io allenerò anche il gruppo Under 18 con Fantesini con direttive tecniche condivise e guidate da me».

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