Menetti: «Partiamo con la maglia rosa»
Il coach della Grissin Bon paragona la conquista della Supercoppa alla vittoria nella crono d’apertura del Giro d’Italia
REGGIO EMILIA. «Partiamo con la maglia rosa addosso e vorremmo mantenerla anche alla seconda tappa». Si affida all'amato ciclismo Max Menetti per presentare l'esordio di domani sera della sua Grissin Bon: «abbiamo vinto la Supercoppa, è come se avessimo vinto la cronometro del Giro d'Italia e ora avessimo la maglia rosa. Vorremmo tenerla ancora, anche se con Torino non sarà facile, è una grande società e una squadra solida ed esperta. Noi però dovremo pensare prima di tutto a noi stessi», riflette.
Domani i biancorossi avranno i riflettori addosso e un grande motivo di orgoglio: «per la prima volta nella storia di Pallacanestro Reggiana, faremo quattro stagioni consecutive nella massima serie».
Alla gara, Reggio arriva «in buone condizioni, i giocatori hanno lavorato bene e anche chi deve ancora trovare la piena condizione, come Veremeenko e Silins, l'ho visto bene, sono soddisfatto. E non abbiamo problemi fisici».
Quella appena trascorsa è stata una settimana impegnativa fuori dal campo, e qui Menetti puntualizza: «non è che l’abbiamo passata a festeggiare la Supercoppa, tutt'altro. A parte i brindisi e i cori di Torino, non ci abbiamo più pensato. Abbiamo avuto tanti eventi, ma erano già programmati. La visita a Expo era prevista e l'aperitivo coi tifosi non è certo una novità. Semplicemente a questi appuntamenti abbiamo portato la coppa, non aveva senso nasconderla».
E’ ora di pensare alla gara, che si annuncia tutto tranne che facile. «Torino non è la classica neopromossa, il discorso è simile a quello di un anno fa con Trento, quando per vincere dovemmo disputare una delle migliore gare della stagione», avverte. «La Manital ha un nucleo italiano consolidato e di alto livello, Mancinelli, Rosselli, Fantoni e Giachetti; la A la conoscono bene, e anche gli americani sono forti. Le guardie sono di valore assoluto, vedrete Dawkins, uno dei giocatori più eleganti che abbia mai visto giocare». Torino arriva senza il centro titolare White, sostituito provvisoriamente da Dejan Ivanov: «e anche questo è una conferma della qualità, Ivanov non è il classico gettonaro».
Senza scordarsi il grande ex Dawan Robinson: «si presenta come campione di Germania, e so benissimo quanto possa essere pericoloso nel corso di una partita, sono molto contento che stia continuando a dimostrare tutte le sue capacità». Nel parlare di Nba, Menetti ha detto che se proprio dovesse fare un paragone sarebbe con i pluricampioni dei San Antonio Spurs. «Sarebbe assurdo fare paralleli tecnici, però trovo tanti aspetti in comune. Uno su tutti, il reclutamento: noi cerchiamo giocatori che siano anche persone di un certo tipo, affidabili, a San Antonio non vedi mai certe categorie di atleti», spiega il coach biancorosso. L'altro parallelo è sulla miscela di giovani e veterani: «anche noi abbiamo i nostri giocatori guida, che fanno da riferimento per la crescita degli altri. Lo sviluppo di Della Valle, Silins o Mussini è stato chiaramente favorito dalla presenza di atleti guida, che possano aiutarli, come sono i nostri due lituani».
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