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«Anche se siamo primi teniamo i piedi per terra»

di Mara Bianchini
«Anche se siamo primi teniamo i piedi per terra»

Calcio serie D, la concretezza dell’attaccante del Lentigione Adil Mezgour «Siamo solo alla sesta d’andata e dobbiamo affrontare squadre ben attrezzate»

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LENTIGIONE. Il Lentigione continua a volare e l’ha fatto domenica battendo Fortis Juventus e portandosi a casa tre punti importanti per la propria classifica. Una classifica che dopo la sesta d’andata vede la formazione allenata da Gianluca Zattarin ancora prima in classifica.

«Dobbiamo stare con i piedi per terra - spiega, cauto, Adil Mezgour - ma non perché non creda in questa squadra ma perché siamo solo alla sesta di andata e mancano quasi trenta partite alla fine. Se fossimo primi e ne mancassero due o tre allora ragionerei diversamente».

Però in vetta non si sta male.

«Certo che no e più ci rimaniamo meglio è. Sappiamo che ci sono squadre ben più attrezzate che quando prenderanno il ritmo sarà difficile fermare».

Domenica la prima rete in casa e un assist, non male.

«Speriamo di continuare. Avevo realizzato a Rovigo poi avevo fatto diversi assist per altri. L'importante non è chi fa gol ma che si vinca. Poi da attaccante mi piace far gol e fosse per me ci riuscirei tutte le settimane».

Con la Fortis Juventus siete stati per la prima volta in svantaggio.

«Parliamo di una buona squadra con alcuni giocatori di categoria. Abbiamo avuto una bella reazione di squadra ci abbiamo creduto e siamo riusciti a vincere».

Cosa vi manca ancora?

«Dobbiamo riuscire ad alzare il ritmo della partita da subito invece che dopo un po'. Sembriamo dei motori a diesel che hanno bisogno di un momento di riscaldamento. Questo ci aiuterebbe a soffrire meno con squadre come la Fortis Juventus».

Cosa si aspetta da questo campionato?

«Di vedere dove possiamo arrivare. E' una sorta di fretta di arrivare a maggio. Quando si inizia bene un campionato, come abbiamo fatto noi, c'è una sorta di frenesia di vedere dove sei realmente arrivato».

Come si è trovato il nuovo allenatore?

«Bene. Parliamo di un tecnico molto preparato, molto pignolo e che cerca di darci tutte le informazioni possibili sull'avversario senza tralasciare nulla. E' una persona alla quale piace il lavoro che fa e riesce a trasmetterci tutto l'entusiasmo con cui lo fa».

In carriera le è mai capitato un girone di ferro come questo?

«Ne ho affrontati diversi belli tosti ma come questo mai. Ci sono state annate nelle quali avevamo un paio di corazzate ma qua lo sono tutte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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