Honda fa il kamikaze: «Milan, ora spendi o salti»
Guai disciplinari in vista per il centrocampista giapponese, che assolve il gruppo E Salvini rincara la dose su Galliani: «Il guaio della società è lui, sbaglia tutto»
MILANO. Le pesanti dichiarazioni di Honda, rilasciate ai giornalisti giapponesi dopo Napoli-Milan, porteranno quasi sicuramente conseguenze disciplinari. Il club rossonero fa sapere di aver appreso con stupore le dichiarazioni del proprio tesserato. E non potrebbe essere altrimenti, perché Honda senza mezze parole ha sottolineato le mancanze del Milan, attaccando anche la società: «Penso sia chiaro che non si possa far ripartire questo club se non investendo tanto denaro come fanno al Psg o al City. O fai così, oppure occorre riesaminare la struttura della società. Dirigenza, allenatore e tifosi devono rendersi conto della situazione». Anche le scelte di Mihajlovic vengono criticate. Oltre a domandarsi il perché del suo mancato utilizzo, Honda sottolinea: «Non ha senso dare la colpa ai giocatori. Negli ultimi anni il Milan ha mandato in campo tanti uomini, come mai non rendono? Per cambiare questo club occorre cambiare i criteri di valutazione di dirigenza, tecnico, tifosi e media».
Spaghetti al pomodoro e pesce, per la cronaca. Ma il piatto forte del vertice di domenica a Arcore tra Berlusconi e Salvini sembra essere stata la deludente prestazione del Milan, almeno stando ai retroscena che lo stesso segretario federale della Lega spiega. «Sono andato a cena da Berlusconi, abbiamo visto insieme Milan-Napoli. Considerato lo stato di frustrazione al quarto gol del Napoli, abbiamo chiuso lì il nostro incontro», sintetizza Salvini, tifoso rossonero, raccontando di un Berlusconi «arrabbiato, più di me, visti i soldi che ci ha messo dentro». «Eravamo a tavola a cena», per parlare tra l’altro della scelta del candidato sindaco di Milano «tanto con tutti i gol che stavamo prendendo c’era tempo per parlare di altro», contestualizza ancora Salvini. «Era la prima volta - aggiunge - che vedevamo la partita insieme. È stato silenzioso perchè con le mazzate che abbiamo preso non c’era da imprecare, c’era da deprimersi». Pagella finale, tutta di Salvini: via Mihajlovic? «No, assolutamente no, a me piace. Lì è Galliani che non ne azzecca più una».
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