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«Dovrò guardarmi dalle finte di Darjus»

di Riccardo Bellelli
«Dovrò guardarmi dalle finte di Darjus»

Riccardo Cervi domenica a Reggio con la sua Avellino: «La Grissin Bon non è perfetta, sfrutteremo i difetti individuali»

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REGGIO EMILIA. Stagione nuova, vita nuova per Riccardo Cervi che, dopo un’estate a dir poco travagliata, tra l’estromissione dall’Olimpia Milano e la mancata convocazione per la fase finale degli Europei, ha trovato ad Avellino il posto giusto per ripartire. Nella gara di esordio ha lasciato tutti a bocca aperta con 13 punti e 10 rimbalzi in 27 minuti di gioco.

Come si trova nella nuova squadra?

«Ad Avellino mi trovo bene, mi sono subito ambientato grazie allo staff e ai compagni. Nella prima partita non avevamo il palazzetto pieno come a Reggio, ma i tifosi si son fatti sentire».

Un bell’inizio,vero?

«Decisamente sì. Una vittoria, una buona prestazione e col tempo migliorerà la fluidità di gioco. Qui sento fiducia intorno a me e ho più responsabilità rispetto a prima».

È cambiato il suo modo di giocare rispetto a Reggio?

«Mi cercano di più in attacco e tiro meglio dalla media distanza».

In 27 minuti solo 2 falli. Qui a Reggio erano sempre un problema. Cos’è cambiato?

«Sacripanti mi ha detto fin dall’inizio di stare attento ai falli e l’ho fatto. Credo di essere migliorato nel modo di muovermi, di non far vedere certe cose. Poi essere in A da qualche anno ed essere in nazionale forse fa sì che gli arbitri non mi trattino più come un ragazzino».

Come mai ha scelto Avellino?

«Mi avevano già contattato prima del putiferio a Milano, poi mi han richiamato perché ci tenevano ad avermi, e così ho accettato».

I suoi obiettivi per la stagione?

«Vorrei riportare entusiasmo qui come abbiam fatto a Reggio, dopo i periodi difficili in Legadue. Poi vorrei affermarmi come titolare e migliorare il mio gioco».

Domenica torna a Reggio, che accoglienza si aspetta?

«Ho ricevuto tanti messaggi positivi, ma anche tanti insulti. Vedremo. La cosa comunque non mi condiziona».

Dovrà affrontare il suo ex compagno Lavrinovic. Come pensa di fermarlo?

«Allenandomi con lui sono abituato a giocarci contro. Dovrò fare attenzione alle sue finte e magari far valere la mia gioventù».

Come vede la Grissin Bon?

«Mi pare che stia usando lo stesso sistema dello scorso anno e per ora continua a portare buoni risultati. È una squadra forte ma non perfetta».

Per vincere a Reggio cosa dovrete fare?

«Puntare sui difetti individuali perché il sistema di squadra è davvero buono. Sarà anche importante non lasciarci travolgere quando, e se, ci saranno momenti di difficoltà durante la gara».

Dove può arrivare con Avellino?

«Puntiamo ai play off».

E la Grissin Bon?

«Penso possa tornare in finale».

C’è differenza nel modo di allenarsi?

«Abbiamo iniziato tardi e abbiamo dovuto condensare tutto in poche settimane. Ancora non ho un’idea precisa per fare un confronto».

Con Sacripanti si trova bene?

«Sì, l’ho avuto anche in nazionale e so che crede in me».

Con lei è venuto anche Pini. Contento della sua scelta?

«Sono contento che sia qui con me e penso che anche lui si trovi bene. Siamo una coppia affiatata e possiamo portare la nostra esperienza reggiana nello spogliatoio. Qui ci sono più stranieri che nella Grissin Bon ma ci parliamo molto e l’ambiente è buono».

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