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«Abbiamo un obiettivo in mente»

di Adriano Arati
«Abbiamo un obiettivo in mente»

Il ds Alessandro Frosini: «Il percorso è chiaro i ragazzi sanno che direzione intraprendere»

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REGGIO EMILIA. Un'occasione per riflettere di basket di oggi ma anche di ieri, di società e di sviluppo. Fra tanti ricordi dolci e aneddoti divertenti. Il ds Alessandro Frosini l'ha offerta ieri ospite in Gazzetta, dove si è intrattenuto a lungo, prima richiamando i suoi esordi ad alto livello a Verona con Tiziano Soresina (che allora seguiva il basket non solo reggiano) e poi concentrandosi sull’attuale Grissin Bon.

«A me piacerebbe ricreare, pur con le ovvie differenze, il modello che ho conosciuto nella Virtus di Messina: questa è la strada da percorrere, se una volta sbagli ti rimettiamo in direzione, se vuoi continuare a fare un’altra strada là c'è l’uscita. Ci vogliono regole e idee chiare, e noi cerchiamo di darle, siamo cresciuti e cresceremo ancora, già non siamo più quelli di qualche anno fa».

«Adesso ci considerano, e ci consideriamo, una squadra di alto livello - spiega Frosini - non arrivare nelle prime quattro in campionato sarebbe un problema, ma altrettanto importante per noi sarebbe superare il primo turno di Eurocup. Anche perché girando all'estero ti rendi conto di quante altre realtà di livello ci siano, il problema dell'Italia è che ci consideriamo sempre bravi ma poi si rimane fermi alle cose di 40 anni fa, penso». Si passa poi alla seguitissima squadra di oggi, figlia dei risultati ma anche di un lavoro sull’appartenenza «dove anche il ruolo dei giornali è sempre importante. A Reggio c’è un’enorme passione per noi, che ci fa enorme piacere, ed è anche merito nostro, ce la siamo conquistata e l’abbiamo costruita con il tempo e con la nostra squadra. È più semplice per un ragazzo immedesimarsi e seguire i nostri italiani, o i nostri veterani, rispetto a realtà dove ogni anno si cambiano sette americani e si riparte da zero» aggiunge con orgoglio. E questo discorso della continuità vale anche a livello tecnico, sia come ossatura della rosa che come veterani in grado di segnare la rotta, Kaukenas e Lavrinovic su tutti: «loro danno l’esempio in allenamento, quando li vedi lavorare in quel modo è più semplice capire come devi muoverti e cosa, a volte, stai sbagliando. Come dicevo prima, ci sono ruoli, c’è un percorso chiaro e chi lo vuole seguire sa qual è la direzione da intraprendere. I nostri ragazzi sanno bene quello che abbiamo in mente e l’obiettivo che stiamo inseguendo».

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