E se abolissimo il termine “patron”?
“Boss”, “Capo” o “Leader” le proposte dei giocatori biancorossi
REGGIO EMILIA. La proposta è arrivata dal direttore della Gazzetta Paolo Cagnan durante la visita in Gazzetta della Grissin Bon: abolire il termine “patron” e trovare qualcosa di più moderno e accattivante per sostituirlo.
Spinti da questa esigenza abbiamo lanciato un piccolo referendum fra giocatori, tecnici, cronisti, ed è un fiorire di suggerimenti che alla fine fanno sorridere l’interessato. Qualche esempio?
«Io lo chiamerei il leader» dice un rappresentante della società biancorossa.
«Io mi fermerei a capo - aggiunge un suo collega - oppure lo battezzerei boss».
I giocatori, soprattutto gli stranieri, usano l’idioma inglese ed uno di loro propone “The owner”, che equivale a “proprietario”.
Torniamo all’italiano ed ecco affiorare “Mentore”.
Prima di arrivare ad una definizione un po’ dialettale, vicina alla parlata reggiana perché proposta da un caposervizio della Gazzetta, che ci pare però molto significativa. Ed è: «Colui che regge la baracca».
In ogni caso - patron o non patron – Landi è davvero il “pilastro” di questo club che proprio oggi debutta con la prima partita casalinga della stagione.
«Sì - ammette lo stesso Stefano Landi - dopo la prima uscita di campionato in trasferta a Torino torniamo a presentarci ai nostri tifosi. Si tratta di continuare sulla strada che abbiamo intrapreso. Di fronte ci sarà un avversario qualificato che si presenta con due “ragazzi”, Riccardo Cervi e Giovanni Pini, che si sono formati proprio nel nostro settore giovanile e poi sono passati nella nostra prima squadra. Noi siamo motivati. Vedremo cosa sapremo fare in questo nuovo campionato. Grazie comunque alla “Gazzetta” per lo spazio che ci riserva: cercheremo di meritarlo in pieno».
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