«Più gioia che impegno far parte della Reggiana
Calcio Lega Pro: l’emozione di Gianni Perin, da poco nella stanza dei bottoni « Resto un tifoso anche se le incombenze aumentano, cerchiamo altri partner»
REGGIO EMILIA. Gianni Perin, amministratore unico della BItecnology, rappresentante dell'azienda da poco socia della Reggiana, racconta le prime sensazioni da azionista.
«Sono state settimane più intense rispetto a quando ero solo sponsor, si sente molto il peso della responsabilità».
Allo stadio si sente più socio o tifoso?
«Mi sento tifoso però il mio ruolo adesso è più gravoso: avendo ospiti nei palchi devi fare tutti i convenevoli del caso, da buoni padroni di casa».
Ha già conosciuto staff e giocatori?
«Al tecnico ho fatto visita negli spogliatoi l'altra sera. Colombo è una persona in gamba ma ho un buon rapporto anche col digi Ferrara».
Quale impressione ha avuto in generale?
«Vedo tutte cose positive».
Come giudica l'inizio di stagione della squadra?
«Sono soddisfatto di quanto visto finora. Ci saranno cose da mettere a punto ma resta il fatto che stiamo andando meglio dell'anno scorso e adesso aspettiamo la prova del nove contro le squadre più blasonate, che stanno per arrivare».
La vittoria sul Renate, la prima in casa, quanto è stata importante?
«Moltissimo perché quel blocco del primo tempo era qualcosa di mentale, dal momento che tutti ci aspettiamo molto, i giocatori si sentono responsabilizzati e c'è maggior timore in campo ma siamo sulla strada buona».
Il calore del pubblico la rende orgoglioso di far parte della società?
«E' un pubblico sempre meraviglioso. Peccato che orari e giorni particolari, come sabato scorso, privino tanti del piacere della partita perché, si sa, spesso le famiglie hanno altri impegni in quel momento».
Andrà a Salò al seguito della squadra?
«Lunedì devo partire presto per Monaco, niente Salò».
Pare soddisfatto della scelta: sua moglie Enrica ed il cognato Enrico Iori la pensano come lei?
«Io sono soddisfatto e mia moglie, sentendosi coinvolta, comincia ad appassionarsi al calcio».
Il vostro 4% potrebbe ampliarsi in futuro?
«Al momento non posso rispondere, più che altro stiamo cercando dei partner».
Ci sono amici imprenditori pronti a seguirla?
«Ci sono prospettive a breve ma di concreto ancora nulla ma è soprattutto il presidente Compagni che sta lavorando in tal senso. Potrebbero esserci situazioni in futuro come la nostra, cioè da sponsor diventare azionisti ma per ora è presto parlarne».
La Reggiana nelle mani dei reggiani è la via giusta?
«Resto di quell'idea».
Il calcio è ancora un buon veicolo d'immagine?
«E' più un impegno sociale verso la città ed i tifosi, almeno nel nostro caso, perché non producendo generi di largo consumo, ma industriali, non possiamo aspettarci un ritorno economico come ad esempio Grissin Bon, nel basket, che può puntare anche a quello col suo pubblico. Noi cerchiamo una specie di co-marketing, nel senso che quando abbiamo bisogno di un prodotto lo andiamo a cercare nel pool degli sponsor granata aiutandoci a vicenda».
Cosa si augura in questa prima stagione da socio?
«Di coinvolgere sempre più pubblico e per questo servono i risultati sportivi, sotto il profilo del campionato penso che la squadra sia stata allestita bene, vedo armonia all'interno dello spogliatoio, quindi gli ingredienti per far bene ci sono tutti».
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