L’Italia operaia che può stupire nell’Europeo
Qualificazione in tasca e attesa per il sorteggio del 12 dicembre. Ma dopo il torneo Conte saluterà
Chacun est artisan de sa fortune. Voliamo in Francia e in loro onore traduciamo il concetto che ognuno è artefice della propria fortuna, disegnato a pennello per gli azzurri. Già, il futuro ce lo siamo costruiti, nel bene e nel male. Conquistando il pass per Euro 2016 e gettando nel cestino la chance di essere teste di serie. Anche se in parte ha ragione il ct Antonio Conte, certi meccanismi del ranking sono perversi: Italia finalista a Euro 2012, prima nel girone di qualificazione e poi spedita dietro a Portogallo e Belgio. Mah...
I rischi in fascia 2. Ma cosa comporta alla resa dei conti non essere teste di serie? Il 12 dicembre verranno sorteggiati i sei gruppi della prima fase di euro 2016. Può capitarci un girone di ferro composto ad esempio da Germania, Polonia e Islanda, o magari uno molto più soft con Portogallo, Romania e Nord Irlanda. Noi siamo preoccupati, ma le squadre in prima fascia lo sono ancora di più dall’ipotesi di beccare l’Italia.
L’Italia che cresce. Fin qui la valutazione analitica. Poi ce n’è una tecnica, e allora ritroviamo il sorriso perché la partita contro la Norvegia ci ha consegnato un’Italia abbastanza brillante. Diciamo “abbastanza” perché comunque bisogna essere onesti: la prima mezzora è stata misera. Poi siamo cresciuti e tanto, merito in primis di Conte che con gli innesti di Giovinco, Bertolacci e Candreva ha messo bollicine a un’acqua stagnante. Non abbiamo ancora la forza della squadra che aggredisce e distrugge. E forse non l’avremo mai. Perché il tasso tecnico è da 7 in pagella ma ci mancano i campioni, ci manca l’uomo che fa la giocata. Conte si è tuffato a capofitto nella costruzione di un’Italia operaia (con i vari Pellé, Eder, Florenzi...) non per scelta ma per necessità. In Italia tutti conoscono gli 11 titolari di Germania e Spagna, non pensiamo che la cosa sia reciproca.
Convocati e Conte. Otto mesi ci separano dal galà francese, ci sarà tempo per diventare tutti ct e scegliere i 23 da convocare. Nel frattempo bisognerà capire il futuro di Conte, che per ora ha scelto di non mettersi a sedere per rinnovare un contratto che scade appunto a fine Europeo. Dubitiamo che lo farà. Oltre la siepe si vedono solo sagome, quella di Carlo Ancelotti la più intrigante e forse più lontana, poi Max Allegri, Alberto Zaccheroni e un emergente come Eusebio Di Francesco che piace molto nel clan Figc.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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