I Gottardi rilevano il 4% della Reggiana
I neo-soci: «Scelta di valore». Il sindaco elogia la nuova era
REGGIO EMILIA. «Questa Reggiana ha creato qualcosa che secondo me mancava: un po’ d’entusiasmo. Stanno, e da oggi stiamo, risvegliando quell’interesse che si era perso. La Reggiana è dei reggiani e la società sta riportando in auge questa grande tradizione calcistica». L’imprenditore Paolo Gottardi, titolare dell’omonimo maglificio col fratello Roberto, ieri ha ufficializzato con entusiasmo il suo ingresso nella compagine granata in Comune. «Siamo teste quadre al 100%», ha scherzato il nuovo socio. Ad accompagnarlo c’erano anche Gianni Perin di BiTecnology, a sua volta nuovo entrante, oltre al consigliere Gianfranco Medici. Il sindaco Luca Vecchi ha aperto le porte del Municipio per sottolineare quanto «nel progetto della dirigenza ci sia un interesse pubblico, oltre che sportivo, per tutta la città».
Gli ospiti hanno ricambiato l’ospitalità regalando al “padrone di casa” una maglia granata numero uno. La presentazione del nuovo socio è stata velata dalla tristezza per la scomparsa dell’ex presidente granata Clarfiorello Fontanesi, cui è andato il ricordo commosso dei presenti.
IMPRONTA LOCALE. Gottardi ha rilevato il 4% della società, così come ha da poco fatto anche BiTecnology. Con Gottardi prosegue dunque il progetto di dare una forte impronta locale alla squadra. Tra l’altro i componenti della compagine societaria sono legati da vincoli d’amicizia e di parentela.
«Il presidente Compagni è un amico di famiglia da tempo - ha detto Paolo Gottardi - mentre Medici è mio cugino, perché le nostre madri sono sorelle. Amicizia e famiglia sono valori importantissimi. Con queste premesse ci siano sentiti tutelati e quando ci hanno chiamato abbiamo risposto positivamente».
I due fratelli seguivano già la squadra e d’ora in poi, hanno detto, lo faranno in modo ancora più assiduo.
SCELTA DI CUORE. Gli imprenditori che stanno investendo nella squadra dicono che non lo fanno per un ritorno economico, che nel breve periodo difficilmente potrebbe esserci. «Perché oggi la società di calcio che guadagna di più è quella che perde meno» ha spiegato Medici. «La nostra è prima di tutto una scelta di valori – ha proseguito Gottardi – qui ci sono in ballo tradizioni e il nome di una squadra alla quale ogni reggiano è legato. E’ una cosa che stiamo facendo col cuore, siamo reggiani da sempre e la famiglia ha pensato di dare un contributo piccolo in questa avventura».
Il sindaco Luca Vecchi, che si è rallegrato del fatto che la Reggiana «è uscita da un ciclo economico problematico ed ha iniziato bene il campionato»ed ha voluto elogiare la nuova era inaugurata da Stefano Compagni «con il quale abbia parlato spesso di calcio giovanile e di investimenti sul Mirabello». Il primo cittadino ha sottolineato il clima di collaborazione attuale, contrapponendolo «all’ostilità tra diversi ambienti che si è verificata in passato e ha ridotto la capacità di cooperare. Questa città può fare tanta strada nella misura in cui ognuno fa la sua parte, con un dialogo rispettoso e fruttuoso. E questo vale per ogni ambito».
TUTTI A SALO’. Dirigenza e sindaco hanno ribadito l’importanza che sia stato revocato il divieto di trasferta a Salò, dove si prevede che la curva ospite, con capienza di 300-400 posti, sarà riempita dai tifosi granata che hanno già organizzato qualche pullman. La società ha ribadito la sua volontà di dare il proprio contributo affinché le partite siano solo una grande festa e la punizione inflitta a tutto l’ambiente, per gli eccessi di un gruppo ridotto di supporter a Mantova, era stata vissuta come una palese ingiustizia. Così si è lavorato, in particolare con la questura di Brescia e in sinergia con la dirigenza del Salò, per fare in modo che il provvedimento dell’Osservatorio per lo sport fosse revocato.
Quella di domani è una sfida al vertice, con la Reggiana che si trova a due punti dalla prima in classifica e i bresciani appena un punto sotto. I granata nella precedente trasferta si sono imposti con un netto 2-0, ma il Mantova in questo momento è tutt’altra cosa rispetto al FerralpiSalò.
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