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Corbani (Cantù): «Possiamo infastidire i biancorossi»

di Riccardo Bellelli
Corbani (Cantù): «Possiamo infastidire i biancorossi»

Il coach canturino Fabio Corbani ci crede: «Sarà dura ma vogliamo provarci»

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REGGIO EMILIA. Dopo l'Enel Brindisi, arriva al Bigi un'altra squadra che in estate ha rivoluzionato il roster: l'AcquaVitasnella Cantù.

Partito il coach Scacripanti per Avellino, la squadra è stata affidata a Fabio Corbani che ha deciso di puntare sui giovani. «Nella costruzione della squadra siamo partiti da un nucleo di italiani formato da Abass, Laganà e Tessitori che vorrei valorizzare perché possono rappresentare il futuro della società ma anche della nazionale italiana come io gli auguro» spiega il coach.

Che obiettivi si è dato?

«Vogliamo far emozionare i nostri tifosi, questa è la cosa importante e ci riusciremo anche se il budget non è quello degli scorsi anni. Penso di avere la squadra più giovane del campionato e ora la devo far crescere. Cercherò di dare spazio a tutti, dobbiamo migliorare e trovare una nostra identità e far entrare tutti nel sistema di gioco».

Avete iniziato la stagione con due sconfitte. Il problema è l’amalgama da trovare?

«Il problema è stato il calendario. Alla prima siamo andati a Capo d’Orlando contro una squadra che aveva quattro giocatori molto esperti che hanno fatto la differenza, mentre alla seconda abbiamo incontrato Sassari che lo scorso anno ha vinto tutto. Noi dobbiamo ancora acquisire personalità e trovare un leader. Ci sono giocatori che devono crescere tecnicamente come Abass che non ha mai avuto la palla in mano come quest'anno».

Che partita si aspetta?

«La Grissin Bon è la squadra che gioca meglio di tutte al momento ma noi ci vogliamo provare. E' giusto che ci crediamo perché abbiamo caratteristiche che possono infastidire la Grissin Bon».

Quali sono queste caratteristiche?

«La capacità di tenere alto il ritmo della partita e la leggerezza di non partire da favoriti quindi di avere meno pressione. Vogliamo crescere e abbiamo giocatori che sono pronti a sbocciare. Magari qualcuno già da questa partita».

Guardando il reparto americani, si può dire che avete puntato su giocatori fisici?

«In realtà siamo nella media, ma diciamo che non subiamo sotto questo aspetto. Piuttosto direi che abbiamo puntato su giocatori giovani che possono essere dei prospetti. In pratica sono quasi tutti nati negli anni novanta».

A cosa dovrete fare attenzione a Reggio?

«Kaukenas e Lavrinovic sono i giocatori che prendono per mano la squadra nei momenti di difficoltà. Lo si è visto in Eurocup contro Brindisi. La Grissin Bon è un bel mix: due atleti forti ed esperti come i lituani e giovani italiani come Della Valle o Polonara che ho conosciuto bene in nazionale. Il progetto reggiano dovrebbe essere preso come esempio. Credo che sia il modello giusto per far crescere gli italiani».

Il fattore campo per chi viene a Reggio si sente?

«Un po’ si, ma a me piace giocare nei palazzi come il Bigi che sono pieni e dove il pubblico è caldo e spinge la squadra. Mi piace sentire la passione della gente».

Cosa ne pensa degli impianti italiani?

«Credo che sarebbe sufficiente fare la manutenzione ordinaria e straordinaria come si deve a quelli che abbiamo. In Europa vediamo impianti grandi e meravigliosi ma anche quelli piccoli sono più belli dei nostri perché nel tempo sono stati rinnovati con piccole ristrutturazioni. Da noi invece i palazzetti sono stati fatti trent'anni fa poi siano stati abbandonati a loro stessi».

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