Grissin Bon, rimonta stellare
Un monumentale Lavrinovic spinge i biancorossi al successo all’overtime su Cantù
REGGIO EMILIA. Una “divinità” splende nel tempio di via Guasco. Osannato dalla folla, alla fine di una gara che sembrava già persa sul -21 e poi ripresa, Darjus Lavrinovic merita un inchino collettivo. E’ lui l’indiscusso protagonista dell’emozionante vittoria all’overtime su Cantù, arrivata a Reggio con un compito ben preciso e capace di svolgerlo fino all’ultimo quarto, quando il monumentale “Big Darjus” insegna al mondo cosa è il basket, aiutato dall’altro monumento biancorosso Rimas Kaukenas - uscito poi in lacri,me nel finale per un colpo basso all’inguine - e dal play puro De Nicolao, che brilla per grinta, dedizione difensiva e intelligenza cestistica. E pensare che tutta la prima parte della gara è un lungo pianto reggiano. Giocano con sufficienza, i biancorossi incapaci di venire a capo di una Cantù lineare e insidiosa. Non trovano, i reggiani, il modo di arginare il satanasso Heslip, capace di infilare 23 punti alla pausa lunga (saranno poi 30 alla fine dei 45’, giusto per dire l’aria che è tirata da un certo punto in poi della ripresa).
La novità alla palla a due è evidente: i due immortali lituani siedono in panca. Dentro Veremeenko e Della Valle, oltre a Gentile, Polonara e Aradori. Reggio non convince però per nulla, nonostante i cambi che Menetti farà in seguito: abulica offensivamente, deconcentrata in difesa. Tanto che Cantù fa la gara. Il secondo quarto si apre sul 23-26 che è perfetta fotografia di quanto successo nel primi 10’. Se Reggio fatica, Cantù è lanciata e da tre riesce far sanguinare la zona di casa (tentata per qualche minuto) che proprio non ci salta fuori: è il doloroso -9 (25-36 al 4'), prima di precipitare addirittura sotto di 11 punti grazie al colpo letale di Ross. Abbandona la zona, la Grissin Bon che pure a uomo continua però a essere crivellata dalle bombe canturine e scendono mestamente negli spogliatoi sul deprimente -13 (40-53). Hall, da tre tanto per cambiare, dilata il vantaggio a 16 punti nel primo minuto di gioco. La Grissin Bon sembra sempre mentalmente in tilt. Il tecnico fischiato ad Aradori, il nervosismo generalizzato e il numero di perse, lo testimoniano. Mentre Cantù che non lascia mai i reggiani prendersi tiri aperti, vola sul +19. Degenera la gara (tecnico a Berggren sul -21 reggiano) prima che Lavrinovic insacchi una tripla seguita dal gioco da tre punti di Aradori. L'urlo reggiano muore poi già sul finire di quarto, quando Cantù, veloce e incisiva, fa vedere ancora chi comanda. Con il quintetto della remuntada su Brindisi, si prova a fare l'impossibile nei primi minuti del quarto conclusivo. E ci riesce, Reggio, affidata al regista De Nicolao e alle mani d’oro dei lituani che macinano punti. Vale il 63-73 il contropiede del play biancorosso che sciupa però il libero arrivato per l'antisportivo di Tessitori. L'inerzia è però tutta reggiana: Kaukenas da tre e quindi Silins autografa il -5 (68-73). Ross gela però subito i il Bigi. Ma è solo un attimo, Kaukenas si regala 4 punti, quelli del -2 (73-75, con una vita intera ancora da giocare). Al 7', il capitano sbaglia dall’angolo il tiro del pareggio. Pareggio negato poi poco dopo a Polonara per un discutibile passi. Il -1 reggiano matura grazie al gioco da tre di Lavrinovic: 78-79 con cui si entra nei 2' finali. Polonara, d'astuzia, sorpassa da sotto. A 1'28" Ross la mette da sotto. Qui Big Darjus infila un centro e spinge Berggen a commettere il quinto fallo, ma fallisce l'aggiuntivo. A 44" alla fine, sull'82-81, le mani magiche di Lavrinovic s'inventano un passaggio a Silins che fissa il punteggio sull'84-81. E' fatta? No. A 20” appena al gong, Wojciechovski liberissimo infila la tripla del pari. Palla in mani reggiane con 17"44 da giocare, quando finisce sul ferro la tripla di Silins. Si va così all'overtime sull’84 pari.
Impazza Lavrinovic, chiamato costantemente in causa da De Nicolao, all’inizio del supplementare. Ai suoi 5 punti s'aggiungono quelli di Kaukenas. E' il 91-84 con 3’ da giocare. L'esaltazione collettiva si spegne vedendo il capitano uscire zoppicante per una botta all’inguine. Cantù è però andata in crisi davanti alla progressione reggiana e, nonostante l’uscita di scena di Kaukenas e quella per falli a 2’ alla fine di De Nicolao, non riesce a riprendere il match fra le mani. Finisce fra gli applausi e con una lunga ovazione a Lavrinovic. Che, va detto, un centro così in biancorosso non s’era mai visto.
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