Andreoni squalificato fuori 4 anni ma ricorre
L’avvocato Di Cintio: «Pena aggravata per la volontarietà»
REGGIO EMILIA. «Rispetto la sentenza, ma non l’accetto. Sostenere che Cristian volesse intenzionalmente doparsi vuol dire stravolgere i fatti. Ci batteremo in appello e se necessario fino al Tas di Losanna per ottenere un verdetto diverso». L’avvocato Cesare Di Cintio, legale del terzino destro Andreani, annuncia che non appena saranno depositate le motivazioni che hanno portato alla maxi squalifica di quattro anni del difensore della Reggiana, proporrà ricorso alla seconda sezione del Tribunale antidoping del Coni. L’organo giudicante ha accolto in pieno le richieste della procura e ha condannato il giocatore a due anni di sospensione per aver assunto una sostanza proibita ed altri due perché ha ritenuto che ci fosse la volontà di assumerla. Una stangata che se confermata rischia di mettere fine alla carriera del 23enne, che potrebbe tornare a giocare soltanto dal 17 maggio 2019, all’età di 27 anni. Dal primo gennaio di quest’anno è entrato in vigore il nuovo codice antidoping, che ha introdotto un inasprimento delle sanzioni, e dunque si spiega anche così la durezza del provvedimento rispetto ad altri casi avvenuti in passato.
Cristian Andreani era risultato positivo dopo i controlli eseguiti lo scorso 17 maggio ad Ascoli. Le analisi hanno evidenziato l’assunzione di Arimistane-Arimistane Metabolita, un modulatore ormonale metabolico, sostanza solitamente utilizzata dai culturisti. Il giocatore ha raccontato di aver comprato il prodotto online, su un sito sloveno, premurandosi di chiedere espressamente se si trattasse di una sostanza dopante. La difesa ha prodotto le mail dove i venditori hanno garantito la regolarità dell’integratore.
Tutti sono concordi nel sottolineare che il 23enne abbia commesso un errore grossolano, non chiedendo consiglio al medico della squadra e attivandosi per conto proprio per comprare un prodotto su internet. Per alcuni si è trattato solo di una stupidaggine, ma Coni ha invece riscontrato in questo comportamento un dolo eventuale, vale a dire che il calciatore ha accettato con la sua condotta il rischio di utilizzare un prodotto dopante. L’avvocato Di Cintio ritiene che la volontarietà non sia invece affatto riscontrabile. «Cristian ha comprato un integratore che può essere acquistato senza problemi anche in Italia, esattamente come tanti altri, ad esempio aminoacidi o proteine». La sostanza in questione fa parte però dal 2008 di quelle vietata dal Codice mondiale antidoping. «Ma se si consulta questa lista non compare il nome dell’Arimistane e nemmeno della molecola che era scritta sulla confezione acquistata da Cristian. In quella lista c’è scritto che sono vietati i modulatori ormonali metabolici, che poi sono elencati. Tra questi ci sono gli inibitori dell’aromatasi, a cui appartiene l’Arimistane, che però non è espressamente citato. Il giocatore avrebbe dovuto avere conoscenze chimiche o farmacologiche per rendersi conto che stava usando una sostanza dopante». Questo integratore viene usato in genere dai culturisti, per contrastare gli effetti provocati dall'abuso di steroidi androgeni anabolizzanti. I presunti benefici sono l’aumento del testosterone e della massa muscolare, la riduzione del grasso e una maggiore vascolarizzazione (vi sono poi controindicazioni simili a quelle provocate dagli steroidi). Per l’accusa l’utilizzo di questo integratore è finalizzato a migliorare le prestazioni sportive. «Cristian non è stato trovato positivo agli anabolizzanti, dunque non si può sostenere che avesse assunto l’integratore per contrastarne gli effetti - conclude Di Cintio - Inoltre questa sostanza non migliora le prestazioni sportive, tanto che i casi precedenti di positività riscontrati al mondo sono soltanto tre e riguardano due culturisti e un rugbista». L’appello al Coni potrebbe svolgersi entro la fine dell’anno, mentre un eventuale ricorso al Tas dilaterebbe i tempi per il verdetto definitivo fino ad un anno. Il contratto del calciatore con la reggiana scadrà a fine giugno e non è escluso che possa essere risolto in anticipo. Cristian si gioca la sua carriera in questi pochi mesi.
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