«Star bene con me stessa è la vittoria più bella»
La maratoneta Daniela Montelli sta per archiviare un 2015 carico di successi «Faccio sacrifici ma ne vale la pena: il trail fa bene al corpo ed alla mente»
CASTELLARANO. Daniela Montelli, maratoneta originaria di Toano, corre da una decina d’anni ma mai come in questo ha collezionato così tanti successi.
Non è più giovanissima ed è madre di due ragazze, Martina e Sara di 16 e 11 anni. Poi un lavoro la impegna costantemente a Castellarano, dove abita. E quando gareggia, vale a dire quasi tutte le domeniche, lo fa immancabilmente lontano da casa. Dopo costanti allenamenti quotidiani.
Il passaggio dalle lunghe maratone al meno impegnativo ma pur sempre gravoso “trail” le sta regalando tante soddisfazioni. «Ho cominciato a correre una decina d’anni fa – racconta – seguendo i consigli di un amico che mi ha suggerito il modo di rimettermi in forma dopo due gravidanze. Poi sono scesa a distanze più brevi anche se le fatiche di questa specialità sono tante. Basti pensare che all’Ultrasky Maraton del Tartufo di un paio di settimane addietro ho percorso 66 chilometri, in 9 ore e un quarto, superando complessivamente 3.400 metri di dislivello. Però che gioia, al traguardo, quando mi sono classificata al 1° posto nella categoria B. Mi hanno messo fra le mani un altro trofeo che ho sistemato accanto agli altri. Ormai ho riempito la casa».
Dalla primavera è risultata la vincitrice nelle corse del Fojonco a Pratizzano sul Ventasso, nel Trail della Pietra di Bismantova, nel Bucamante di Serramazzoni. Ha vinto anche, in accoppiata con Sonia Del Carlo, lo Zebio Run promosso dal circolo Pacciano di Serramazzoni ed il trofeo Fornacione di Viano. In gara indossa le insegne della squadra del Tre.Trenta Running Team di Formigine.
Perché la corsa?
«Perché aiuta a scaricare sia il fisico che la mente. Se non corro mi sento nervosa, mi manca qualcosa. Ogni volta è una faticaccia, però cancellata dal trionfo. E non è ancora il momento di riposare».
Domenica sarà in lizza nel Trail del Conero, 25 chilometri di corsa con un dislivello di almeno 1.200 metri. «Purtroppo ho un ginocchio che ogni tanto cigola un po’; dovrò decidermi a rallentare gli impegni». Si aggiunga poi che, nel corso della settimana, è a lavoro come animatrice nel Centro sanitario Belvedere di Castellarano e non può certo restare seduta.
Ma come fa a trovare così tante energie per gareggiare sempre?
«Il più è partire, poi ti senti dentro che non puoi assolutamente fermarti prima del traguardo».
L’emozione più bella?
«Incontrare la mia figlioletta più piccola a metà strada lungo la salita del Ventasso».
Qualche segreto?
«Seguo un’alimentazione molto proteica a base di carne, pasta e pesce. Non ho vizi: il mio unico grande piacere è sfidare me stessa e correre è il mio più grande divertimento».
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