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Colombo: "Con la Cremonese la Regia non deve rilassarsi"

di Cristiana Filippini
Colombo: "Con la Cremonese la Regia  non deve rilassarsi"

Il tecnico granata prepara la sfida di domenica al Città del Tricolore con la squadra lombarda

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REGGIO EMILIA. Gente che va, gente che viene. Non c'è pace per l'infermeria granata, ed è proprio dalla situazione infortunati che inizia l’analisi di Alberto Colombo alla vigilia della gara interna con la Cremonese, in programma alle 15 di domenica al Città del Tricolore.

«Spanò ha ancora qualche problemino ma dovrebbe essere della partita - spiega il tecnico granata al termine della rifinitura - Giannone convive con il dolore ma è abile per la gara. Ci sarà il rientro di Pesenti, più come incentivo che come possibilità di scendere in campo. Per lui è stata la prima settimana di lavoro dopo cinque mesi di inattività e ci vorrà almeno un'altra settimana per raggiungere una condizione accettabile. Nolè è ancora fermo ma dalla prossima settimana rientrerà in gruppo così come Di Nicola. L’unico che in questo momento è fermo è Danza. Oltre naturalmente a Meleleo che è appena stato operato. Per il momento sono loro i lungodegenti anche se Danza dovrà essere valutato di settimana in settimana».

Feralpi, Cremonese e Sudtirol era il trittico che temeva. L’ostacolo Feralpi è stato superato in modo agevole anche per una serie di episodi favorevoli, il vero banco di prova sarà quindi la gara di oggi contro la Cremonese?
«Temo la Cremonese perché la vedo una squadra compatta che può dare noia a chiunque. Ha un allenatore che ha nell’organizzazione uno dei punti di forza in più ci sono singoli che possono decidere la gara. Non dobbiamo assolutamente rilassarci e pensare a quello che abbiamo fatto perché quello che c’è da fare è ancora tanto».

La sensazione da fuori è quella di un grande entusiasmo: è così anche da dentro?
«L’entusiasmo è giusto che ci sia perché stiamo vivendo un momento positivo. L’importante è che questo entusiasmo non diventi superficialità nell’affrontare gli avversari perché commetteremmo un gravissimo errore».

L’anno scorso sosteneva di temere sempre di più la sua squadra rispetto agli avversari: la tendenza si è invertita?
«E' vero, perchè fino ad ora sul campo ha sempre risposto “presente” e di approcci negativi alla gara non ce ne sono mai stati».

E’ cambiato qualcosa dopo il successo di Salò?
«Non è cambiato niente, e niente deve cambiare. Dobbiamo mantenere il giusto equilibrio e cercare, come a Salò, di portare gli episodi dalla nostra parte».

La partita di Salò potrebbe rappresentare lo spartiacque della stagione?
«Lo potrò dire alla fine di questo trittico. Dopo le prime dieci partite si può capire di che pasta è fatta una squadra».

Negli ultimi anni la Cremonese è stata un’eterna promessa: lei come la vede quest'anno?
«Spero che anche quest’anno rimanga un’incompiuta. Battute a parte, credo che proveranno anche quest’anno a fare il salto di categoria».

Abbruscato si sta allenando con i giovani: ci sono idee in questa direzione?
«In questo momento non è nelle nostre idee. Senza nulla togliere alla carriera che ha fatto».

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